Impresa di Menetti a Treviso De’ Longhi ai playoff da sesta
reggio emilia. Non tutti i reggiani devono accontentarsi di un “semplice” sospiro di sollievo.
L’ex coach biancorosso Max Menetti, ad esempio, può sorridere ed essere più che orgoglioso della notevole stagione disputata dalla sua De’ Longhi Treviso, già sicura del sesto posto e in attesa di conoscere la rivale al primo turno dei playoff.
Menetti ha realizzato un mezzo miracolo con una formazione che, rispetto all’anno scorso, ha dovuto rinunciare a buona parte dell’ossatura italiana, indebolendo la panchina, e ha tagliato il budget, consapevole di dover fare a meno dei quasi 5mila abbonati fissi delle stagioni precedenti. Senza contare gli infortuni che hanno limitato molti giocatori, a partire dalla stella Logan.
Eppure, dopo un avvio complesso e diversi match persi nei finali di gara capaci di far arrabbiare la proprietà, la De’ Longhi ha ritrovato coesione, Menetti si è confermato validissimo nel cementare il suo gruppo e nell’ottenere il massimo dai suoi atleti.
L’arrivo della solida ala polacca Sokolowski, in primis, e poi quello di Lockett hanno dato la spinta giusta.
Il centro Mekowulu ha fatto vedere doti atletiche di prima fascia, il play Russell si è affermato come uno dei migliori registi del campionato e gli italiani Akele (inseguito anche da Reggio in estate), Imbrò e Chillo si sono rivelati spesso e volentieri il fattore decisivo.
Ogni domenica Treviso ha saputo trovare un protagonista diverso, sistemando anche una difesa molto porosa nel girone di andata. In pieno stile “cooperativa dei canestri”, per citare una frase tante volte usata da Menetti nei suoi anni reggiani. Un’altra impresa da aggiungere all’elenco dell’allenatore delle migliori stagioni della storia biancorossa. Giù il cappello, per davvero. —
A.A.
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