Regia alla resa dei conti col Pordenone in campo solo chi dà piene garanzie
Non solo valutazioni tecniche nella scelta dell’undici titolare: per questo match conteranno le motivazioni dei giocatori
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. Per una sfida decisiva non si potranno sbagliare gli uomini. Prima ancora che ai moduli o all’avversario, bisognerà pensare al profilo, anche caratteriale, di chi deve andare in campo. E su questo sembrano esserci pochi dubbi.
Sabato in casa con il Pordenone serve una partita con il coltello tra i denti, di grande coraggio. Più facile a dirsi che a farsi, perché fino ad ora questa attitudine non si è vista nella Reggiana, se non a sprazzi.
Il sospetto è che la squadra si sia adagiata sulla constatazione dei propri limiti tecnici, che di certo ci sono. Però, dalle parti di Cavazzoli si è convinti che tutti possano dare qualcosa in più.
Sono due modi di vedere che si fronteggiano: chi crede che questi risultati deludenti siano lo specchio fedele del potenziale della formazione e chi è convinto che in realtà si sia fatto peggio di quello che si poteva effettivamente fare con maggiore convinzione.
Nella partita decisiva, perché quella con i ramarri rientra in questa categoria, al di là di quello che dice la matematica, andranno in campo quei giocatori che per temperamento e storia personale possono dare maggiori garanzie.
Bisognerà ovviamente tenere presente i problemi fisici e lo stato di forma degli atleti. Dalla Reggiana non trapela nulla, ma pare ci siano diversi acciacchi con i quali fare i conti.
Se dobbiamo sbilanciarci, in base alle premesse che abbiamo fatto, sembra logico che in campo non potranno mancare giocatori come Varone, Rozzio, Espeche, Rossi, Libutti, Radrezza, Costa. In attacco, con il capocannoniere Mazzocchi fuori per infortunio e Kargbo squalificato, probabile che tocchi a Zamparo, al quale nessuno imputa nulla sotto il profilo dell’impegno.
Sarà una Reggiana che proverà ad evocare lo spirito dei playoff della scorsa stagione, anche se gli stati d’animo sono molto diversi. Allora si volava sulle ali della fiducia, ora si fa i conti con una cappa di pessimismo che batosta dopo batosta è calata sul gruppo e ha portato via tante delle certezze dei mesi scorsi.
Mister Massimiliano Alvini dovrà essere bravo in questi giorni a cercare di far scattare qualcosa nel gruppo.
Ad affiancarlo ci sono il direttore sportivo Doriano Tosi, tornato a bordo campo dopo la parantesi del Covid, e il presidente granata Carmelo Salerno, che in questi mesi non ha mai fatto mancare il suo sostegno e ha sempre seguito la squadra da vicino. —
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