Da un primo maggio all'altro, Esposito: "Reggiana devi crederci come noi contro il Milan"
L'eroe della salvezza conquistata a San Siro carica i granata in vista della sfida con il Pordenone: "Nel calcio occorre coraggio come ho avuto io con quel tiro"
REGGIO EMILIA. Il primo maggio la Reggiana si gioca una buona fetta di speranze in casa con il Pordenone. Il primo maggio del 1994 la Reggiana si salvava vincendo 1-0 in casa del Milan. L'eroe di San Siro, Massimiliano Esposito, con una lettera alla Gazzetta di Reggio, carica i granata. Un incitamento importante, che squarcia il silenzio che avvolge la squadra e che sa un po' di rassegnazione.
La lettera di Esposito
Se ci abbiamo creduto noi di poter andare a vincere a San Siro contro il Milan e conquistare la salvezza in serie A, non vedo perché non ci debbano credere ora i ragazzi di Alvini che hanno ancora a disposizione quattro partite. Certo, occorre iniziare a vincere già sabato 1 maggio contro il Pordenone. Quale miglior ricorrenza. Si tratta di una data impressa e scolpita nel cuore e nelle menti di tutti i reggiani. È stato un giorno indimenticabile, una salvezza sudata e meritata all’ultima giornata. Fu un’annata molto difficile, trattandosi del nostro primo anno in serie A. Siamo stati bravi a non mollare mai. Grandi meriti sono da attribuire al pubblico, alla società ed allo staff tecnico, che fino all’ultimo ci hanno supportato ed incoraggiato. Sono le stesse condizioni e prerogative che possono accompagnare, ora, i granata verso la salvezza in serie B dopo un’annata tribolata, difficile e al debutto, come è stato per la mia Reggiana. Ci sono molte analogie.
Nel calcio occorre coraggio come ho avuto io con quel tiro
di prima intenzione: fu un gol di istinto e di coraggio. Quel tipo di tiro l’avevo provato diverse volte nelle giovanili del Catanzaro, dove ebbi un allenatore che notò in me questo modo di impattare il pallone con le ultime tre dita. Un coraggio che mister Alvini saprà trasmettere a tutto il gruppo per riuscire a trovare la strada della vittoria perché “vincere aiuta a vincere”. La Reggiana ha bisogno di avere coraggio. Sono convinto che se la società ed i tifosi staranno vicino alla squadra, facendo sentire l’amore e la passione che sono nel dna dei reggiani, potranno salvarsi come abbiamo fatto noi con quella vittoria al Meazza.
Con la città di Reggio Emilia ho avuto un bellissimo feeling: arrivai giovanissimo, i tifosi e la società mi coccolarono sin da subito.
È stata un’esperienza che aldilà del gol salvezza, porterò sempre nel mio cuore e per questo vorrei dire ai ragazzi che oggi indossano la maglia granata: fate di tutto per agguantare la salvezza e proverete una gioia che vi rimarrà dentro per tutta la vita. Reggio Emilia non dimentica e ha un cuore grande per chi sa onorare la maglia granata.
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