L'ex granata Stefani: «Per la Reggiana è la partita della vita»
Sabato al Città del Tricolore arriva il Pordenone: una sfida decisiva per le residue speranze di Rozzio e compagni di raggiungere i playout
REGGIO EMILIA. Che quella di sabato primo maggio è una partita decisiva se non vitale per la Reggiana è stato già detto, vero? Il problema è che più ci si avvicina al fischio d’inizio e più non si può far a meno di imbattersi in “segni”. Invero, va da sè che non tutti i segni sono positivi. Certo c’è la dolcissima madeleine del primo maggio, giorno in cui (per il calendario? Per il destino?) cade questa partita con il Pordenone, ma anche anniversario della storica prima salvezza in serie A, 27 anni fa. Poi si accodano altri riti che - per chi è scaramantico - hanno il loro perché. Come per la sera della finale playoff, i tifosi granata hanno deciso di scortare la squadra fino allo stadio. “Non saremo di certo noi i primi ad arrendersi - recita il manifesto delle Teste Quadre - accompagniamo la Regia verso la vittoria. Ore 12nel piazzale dello stadio. Fino all’ultima battaglia”.
Poi altro segno, il silenzio stampa: portò bene all’Italia nel 1982 (che peraltro ce l’aveva - e non senza ragione - con la stampa) e chissà...
Poi ci sono altri segni, come quelli degli ex della partita. Mirko Stefani, ad esempio, che dopo esser stato una bandiera della Reggiana viene a Reggio da capitano del Pordenone: «A Reggio Emilia ci aspetta una gara dura: per loro sarà uno spareggio, ma sono fiducioso. Conosco l’ambiente. Lì ho iniziato il mio percorso da professionista. È un palcoscenico di grande livello al quale sarò sempre grato e dove conservo ottimi rapporti». Che tutti, qui, speriamo non si guastino. Infine per gli studiosi di Vico e dei suoi ricorsi storici appuntatevi questo nome: Maurizio Domizzi. È diventato l’allenatore del Pordenone dopo l’esonero di Tesser. La dirigenza dei ramarri lo scelse dal mazzo dei tecnici già in casa. Domizzi era infatti l’allenatore della Primavera neroverde. E prima? indovinate dove allenava? In via Agosti, l’Under 17 della Reggiana. Avrebbe voluto - si dice - allenare la primavera granata ma gli fu preferito Paolo Beretti e le strade si separarono.
Da che calcio è calcio uno degli ingredienti è l’arbitro. E a rendere questa partita ulteriormente carica di significato arriva un arbitro di serie A, ancorché spesso discusso: Reggiana Pordenone sarà diretta da Fabio Maresca di Napoli. Non chiedete recensioni nè ad Antonio Conte nè a Lele Oriali. Al di là delle polemiche legate alle performance dell’arbitro napoletano, il dubbio semmai è più concreto. Maresca arbitra da un paio d’anni in serie A. E quindi è abituato a dirigere il match dialogando con la sala var che a Reggio questa volta non ci sarà, nemmeno in via sperimentale (che sarà invece a Salerno e Empoli). Tuttavia Maresca potrà contare sui suoi assistenti: i guardalinee Caliari di Legnago e Grossi di Frosinone, mentre il quarto uomo sarà Ghersini della sezione di Genova. —
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