Reggiana timorosa in avvio Nel finale invece ha lottato
REGGIO EMILIA. Chi si aspettava una partita con il coltello tra i denti è rimasto deluso. La Reggiana che sabato ha battuto il Pordenone in casa è scesa in campo timorosa e quasi più preoccupata di non prenderle che di fare gol. La vis pugnandi si è vista soltanto nell’ultima mezz’ora di gioco, quando la squadra è rimasta in dieci e i ramarri hanno iniziato ad attaccare a testa bassa.
Il tecnico si è affidato a un modulo offensivo, il 4-2-3-1, ma senza Kargbo questa squadra fatica ad avere profondità e per fortuna domani a Pescara Augustus ci sarà. Otto giocatori su 11 in campo al fischio d’inizio c’erano anche nella scorsa stagione.
Di fronte a un Pordenone, anch’esso poco brillante, i granata hanno mostrato i consueti limiti offensivi, anche se per fortuna non quelli difensivi. E non è un caso che a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato un difensore, Erlind Ajeti, che al 56’ ha ribadito in rete da due passi un pallone scagliato sul palo da Rozzio di testa. La marcatura è arrivata in occasione del primo e ultimo corner guadagnato dalla Reggiana.
Nel primo tempo la squadra di Alvini ha avuto due occasioni. Prima Zamparo al 31’, lanciato perfettamente da Radrezza (finalmente schierato da rifinitore e non arretrato), non si è proiettato in area con la necessaria cattiveria e velocità. Poi, sei minuti più tardi, Lunetta a tu per tu con Perisan non ha inquadrato la porta ma soltanto scheggiato il palo alla sinistra di Perisan.
Dopo il vantaggio Yao, già ammonito, si è fatto espellere. In molti hanno rimproverato a Massimiliano Alvini di non averlo cambiato prima, anche se l’ivoriano non ha dato letteralmente il tempo al tecnico di approntare la sostituzione: prima è stato graziato e poi cacciato fuori. Nella prossima Yao non ci sarà per squalifica, ma è probabile che con il ritorno di Gyamfi vedrà comunque poco il campo.
La gara è stata diretta da un arbitro di grande esperienza, Fabio Maresca, segno che la partita dello stadio “Città del Tricolore” è stata tenuta in giusta considerazione (specie dopo i torti subiti dai granata). —
J. D. P.
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