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Basket serie A

Il play Brandon Taylor: «Lavorando duro e credendoci la Unahotels si è salvata»

Linda Pigozzi
Il play biancorosso Brandon Taylor impegnato al tiro
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Il play biancorosso Brandon Taylor impegnato al tiro

«All’inizio avevamo dimostrato il nostro talento, poi è arrivato il Covid...»

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REGGIO EMILIA. «Ho sempre messo in primo piano gli obiettivi del team ai miei personali».

Parla decisamente da uomo-squadra, Brandon Taylor. Il regista statunitense alla sua prima stagione in serie A è diventato uno dei punti di riferimento della Unahotels, eppure quasi si rifiuta di scendere nei dettagli quando gli si fa notare che è il miglior marcatore del lotto biancorosso .

«Fare il playmaker della squadra - sottolinea - non si deve per forza ridurre ad un canestro o ad un assist significa mettere i compagni nella posizione migliore per segnare ed imparare a leggere le situazioni. Sono soddisfatto del lavoro svolto anche se avrei voluto chiudere in una posizione migliore in classifica, ma al di là dei risultati, mi sento migliorato sia come persona che come giocatore, quindi per me è stata un’annata positiva».

«Abbiamo dimostrato, nella prima parte della stagione, tutto il nostro talento e di potercela giocare con tutti. Poi la realtà è che dal focolaio Covid in poi non siam più riusciti a tornare al livello di prima. Nelle difficoltà però ci siamo compattati: squadra e società, e sono orgoglioso di come abbiamo chiuso la stagione, lavorando duro, mostrando di essere professionali e resilienti».

L’annata senza pubblico è stata particolarmente complessa, non nasconde il 27enne ex Bergamo.

«Giocare senza tifosi è stata dura e molto spiacevole. Vivendo nel centro storico ho avvertito molto la loro presenza, mi bastava uscire a far due passi che venivo fermato da molti tifosi e quindi mi sono spesso immaginato come sarebbe stato giocare con loro sugli spalti. Non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta, la verità è che la Serie A è davvero una lega equilibrata, dove puoi vincere e perdere contro tutti e questa stagione l’ha decisamente dimostrato. Non puoi sottovalutare nessuno e spesso la classifica è bugiarda.

Ci potrà essere ancora Reggio nel futuro di Taylor?

«Quella alla Pallacanestro Reggiana è stata una bellissima esperienza: io ho creduto in loro e loro hanno creduto in me. Mi sono trovato bene con tutti, dal presidente a tutti i dirigenti. Poi, Reggio è un posto speciale: qui è nato il mio secondo figlio, qui mia figlia ha iniziato ad andare a scuola, qui è cresciuto il mio idolo Kobe Bryant. Cose che mi ricorderò per sempre. Il futuro? Non lo so cosa succederà. Io per ora resto concentrato sul finire al meglio la mia stagione, poi inizierò a ragionare su quale sarà la mia scelta migliore per la prossima stagione».

Prima dei saluti c’è però la sfida con Venezia.

«La vedo come un’altra opportunità che abbiamo: perché non dovremmo far di tutto per trovare una vittoria in più?». —

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