Gazzetta di Reggio

Sport

Cala il sipario, la Reggiana torna in serie C

Jacopo Della Porta
Cala il sipario, la Reggiana torna in serie C

La sconfitta casalinga con la Spal per 2-1 sancisce la retrocessione: un dramma finale consumato nel silenzio

3 MINUTI DI LETTURA





Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA. La Reggiana retrocede nella solitudine di uno stadio deserto. A fine gara il dramma dei giocatori, che piangono in mezzo al campo, si consuma nel silenzio più completo. All’esterno del Città del Tricolore, le blande misure di sicurezza aggiuntive, disposte per fronteggiare un’eventuale contestazione, si rivelano inutili. Si vede solo un gruppetto di persone che srotola uno striscione polemico. Ma nulla più.

La pandemia ha scavato un solco enorme tra gli atleti e il pubblico e ha trasformato le partite in uno spettacolo spesso irreale. La passione, compressa e tenuta a distanza di sicurezza, fa fatica a mostrarsi. Anche se tutti sanno che c’è ancora.

Di certo, i tifosi, i calciatori, i soci e tutto lo staff sognavano un ritorno in serie B diverso. Ci sono voluti 21 anni per tornare nel calcio che conta. Sono bastate 21 sconfitte per sprofondare nelle sabbie mobili della serie C.

Dopo il ko casalingo con la Spal, che ha consegnato la matematica certezza della retrocessione, alla Reggiana non resta altro che appellarsi alle carte bollate. I granata hanno infatti presentato un esposto a Lega e Figc per contestare la regolarità del campionato per il modo in cui è stato gestito il protocollo Covid, come ha annunciato a fine gara il presidente Carmelo Salerno. Un atto dovuto, indipendentemente dall’esito che sortirà. La mancata solidarietà nei confronti della Reggiana quando aveva 29 contagiati e gli interventi ad hoc delle Ausl in giro per l’Italia per consentire alle varie società di eludere il protocollo, resteranno una macchina indelebile.

Per giocarsi il tutto per tutto il tecnico Alvini ieri si è affidato alla vecchia guardia. Nell’undici iniziale il solo Del Pinto non era in rosa nella scorsa stagione. E con l’uscita di Lunetta per infortunio, a un certo punto si sono visti tutti tesserati di proprietà granata. Valori sportivi sui quali rifondare sicuramente ci sono e non è il caso di gettare via il bambino con l’acqua sporca.

L’impressione, ma al momento è solo tale, che il tecnico, viste la stima di cui gode a livello nazionale, ripartirà da altre sponde.

Della partita di ieri non ha senso spendere troppe parole. Si è vista una squadra con più voglia di fare rispetto a Pescara. Zamparo (palo pieno) e Radrezza (botta parata in due tempi) hanno subito creato occasioni da gol. La tendenza al suicidio nei minuti iniziali si è però confermata: Espeche al 14’ ha lanciato Asencio in porta con un retropassaggio e l’attaccante ospite ha colto il palo. Al 35’ la Spal ha trovato il vantaggio con una punizione dalla sinistra: la parabola tracciata da Esposito si è insaccata nell’angolino più lontano, beffando Venturi.

Nella ripresa si è visto in campo Cambiaghi, uno dei desaparecidos della stagione, che appena entrato si è subito reso pericoloso con un tiro potente da posizione angolata.

Il pareggio è arrivato con il quinto gol stagionale di Varone, bravo a deviare in porta un colpo di testa di Kirwan dopo un cross di Libutti: un trio di giocatori che ha sempre messo grande volontà in campo.

Purtroppo, ai ferraresi è bastato affacciarsi in avanti per ritrovare il vantaggio con Strefezza.

Nel finale Ardemagni ha sfiorato di testa un pallone che poteva voler dire pareggio e speranze playout ancora vive. Ma nel copione di questo atto finale non era evidentemente previsto un lieto fine. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google