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il futuro del capitano 

Ecco perché Candi e la società dovranno sedersi e trattare

Adr.Ar.
Ecco perché Candi e la società dovranno sedersi e trattare

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REGGIO EMILIA. Il primo posto nella graduatoria dell’impiego degli Under 23 italiani mette una luce ancora più intensa sul principale artefice del risultato, il capitano biancorosso Leo Candi.

I suoi 23,9’ di media nelle 27 gare disputate, conditi da 8,3 punti e il 37,5% da tre, sono stati decisivi per la classifica, e sottolineano il ruolo di primo piano giocato dall’ancora giovanissimo regista bolognese, ormai al termine della sua quarta stagione a Reggio a 24 anni compiuti a fine marzo (per questo è stato possibile conteggiare i suoi minuti).

Pur con qualche rado momento di stanca, Candi si è confermato un esterno di qualità, efficacissimo in difesa grazie a grinta e atletismo e cresciuto non poco sia nella costruzione del gioco sia nella capacità di chiudere in penetrazione e soprattutto col tiro da fuori.

Un ritratto che rende il regista un nome parecchio appetito sul mercato destinato ad accendersi già nelle prossime settimane.

Candi è legato a Pallacanestro Reggiana dall’ultimo anno del contratto pluriennale siglato nel 2017, quando l’allora Grissin Bon lo ingaggiò dalla Fortitudo Bologna in cui è cresciuto. Certo la possibilità di un prolungamento in tempi relativamente brevi legherebbe Leo a Reggio con maggior vigore e lo renderebbe una delle pietre angolari del futuro. Margine per ragionare ce n’è, e parecchio, per un’altra stagione Leo vestirà la maglia biancorossa, a meno di offerte irrinunciabili per una buonuscita e lo stesso capitano, nell’intervista a Gazzetta, non ha mostrato segnali di impazienza, rimandando al termine del campionato per ogni ragionamento.

Candi a Reggio si trova bene, si è ambientato pienamente e non è lontano dalla famiglia a Bologna, le condizioni per proseguire il rapporto vi sono tutte. Ma pure le pretendenti non mancano, a partire dalla Fortitudo a cui, anno dopo anno, viene affiancato per ipotesi, più o meno concrete, di un ritorno a casa graditissimo dalla Fossa bolognese, per formare una coppia di registi cresciuti in casa assieme a Fantinelli. —

Adr.Ar.

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