Rossi: «Per salvare la categoria ce l’abbiamo messa tutta»
Luigi Cocconcelli
Non ha, volutamente, mai preso la parola durante l’intera stagione. Adesso, però, in quanto vice capitano Fausto Rossi ci tiene a metterci la faccia, si presenta in sala stampa. Commosso, si capisce che al rientro negli spogliatoi ha versato lacrime. O sta per farlo. La retrocessione fa male, è una ferita ancora troppo aperta. Tiene a sottolineare un paio di cose. Ringraziare la società e Reggio perché qua- ed era quello che andava cercando- è tornato ad essere un giocatore di calcio, dopo gli anni bui, gli infortuni in Spagna e Romania. L’altra è un apprezzamento per i compagni, la Reggiana, nonostante tutto, infortuni, Covid, risultati negativi, episodi sfortunati, e qualche voce trapelasse, è sempre stato un gruppo unito. Che ha cercato assieme un obiettivo, che è stato mancato, ma che come sono andate le cose sarebbe sbagliato considerare un fallimento. La parola sconfitta l’accetta, fallimento no «perché ce l’abbiamo messa tutta per confermare la categoria, sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stata dura, i fallimenti sono altri, nel calcio ci sono stati, ci saranno ma non è il caso della Reggiana di questa stagione, retrocediamo, è vero, e dobbiamo chiedere scusa alla tifoseria che pur non in presenza ci ha sempre sostenuto, lo facciamo, però, con dignità».
La delusione è tanta. «Quest’anno abbiamo cambiato sei volte assetto tattico, vuol dire che il problema non mi pare sia stato quello, ma nel momento della delusione non è che ci sia spazio per queste considerazione».
La sensazione è che la Reggiana a centrocampo troppo spesso abbia sofferto la maggior fisicità avversaria. «Io rispetto tutte le opinioni, può anche darsi, ma noi avevamo il nostro calcio, ci ha permesso di far bene il campionato scorso ed anche in questo abbiamo giocato buone partite, però, ripeto e scusatemi, ci sarà tempo per analizzare i motivi della sconfitta, quando retrocedi è evidente che qualcosa non ha funzionato».
Molti sono convinti che le speranze sia finita a Pescara. «Non siamo fieri ed orgogliosi di quanto successo martedì, a volte l’eccessiva pressione, l’obbligo di fare risultato ti condiziona, il campionato, però, è fatto di 38 giornate, non di una, e può capitare di sbagliare qualcuna, ma la volontà , l’impegno c’è sempre stato, sono voluto salire anche e soprattutto per difendere i miei compagni».
Inevitabile chiedersi se il regista sarà in maglia granata anche il prossimo anno. «Il campionato deve ancora finire, oggi è solo il tempo della delusione, per il futuro c’è tempo, io a Reggio sono stato bene, sono tornato a fare quello che mi sono scelto come mestiere ma soprattutto mi piace di più e quindi sarò sempre riconoscente a questa società, a bocce ferme ci metteremo attorno ad un tavolo, ragioneremo sulle prospettive, gli obiettivi». —
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