Lazio piegata dalla Fiorentina Napoli, poker da Champions
Spezia sempre più nei guai L’Inter fa passerella a San Siro e rifila la “manita” alla Sampdoria Fra Udinese e Bologna un pari che non fa male a nessuno
Una partita praticamente inutile, se non per valorizzare giovani o pezzi da mercato, una celebrativa, ma soprattutto due incroci pericolosissimi fra corse Champions e salvezza.
Iniziamo dalla fine, ossia dal match serale. Gara bella e aperta al Franchi, occasioni sia per la Fiorentina che per la Lazio, ma è la Viola a trovare i gol, con Vlahovic che al 32’ appoggia in rete su assist di Biraghi e raddoppia all’88’ su corner e colpo di testa che coglie Reina in controtempo .
Ha iniziato il Napoli, ieri pomeriggio, a mettere un altro tassello nella costruzione della qualificazione europea per la prossima stagione. Compito che pareva più arduo sulla carta e alla vigilia, di quanto non si sia rivelato sul rettangolo verde del Pico: gli azzurri ospiti hanno rotto gli indugi al quarto d’ora con Zielinski, che finalizza senza difficoltà la giocata di Politano per Di Lorenzo. Dopo appena 8’ inizia lo show di Osimhen, che in campo aperto non ha rivali: lanciato proprio dal polacco, entra in area e fredda Provedel. La personale doppietta del nigeriano arriva prima di andare negli spogliatoi: stavolta è su punizione battuta da Insigne e generale dormita della difesa ligure. Spezia che segna il gol della bandiera al 64’ con Piccoli, che ribadisce in rete una respinta corta di Meret, ma dopo un quarto d’ora Lozano, scattando sul filo del fuorigioco, chiude ogni discorso. Da segnalare l’ingresso e l’uscita dopo 6’ di Mertens. Napoli in piena corsa per la Champions, Spezia sempre più invischiato nella lotta per la salvezza.
Neppure un brivido nel match in Friuli: Udinese e Bologna si dividono la posta e dormono sonni tranquilli.
Inter e Sampdoria, invece, danno spettacolo a San Siro, con i nerazzurri campioni d’Italia a far festa con i loro tifosi e il Niño Maravilla a togliersi un po’ di quelle soddisfazioni che la stagione non gli ha concesso in abbondanza: ecco, allora, la doppietta di Alexis Sanchez già nella prima metà di gara, dopo il gol di Gagliardini e inframezzata dal gol dell’ex Keita. Dopo un’ora di gioco entra in campo Barella e porta i nerazzurri a segnare la “manita”: prima imbecca impeccabilmente Pinamonti, pure subentrato, poi procura il rigore che Lautaro Martinez trasforma con freddezza e potenza. —
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