Gazzetta di Reggio

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di Massimo Sesena 

Al cuore granata oggi non servono guerre tra bande

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Pascal se la cavava così: il cuore ha ragioni che la ragione non è in grado di comprendere. Punto. E non ci è dato sapere se il filosofo francese conoscesse il “Cuore Granata” a cui si è invece appellato, nel suo sfogo social, l’ex presidente della Reggiana Luca Quintavalli ha prima re-indossato i panni del presidente della Reggiana, chiedendo scusa a tutti e per conto di tutti, anche per quelli che non si erano già scusati. Il tutto con grande tempismo.

Il guaio è che si può essere tempisti ma risultare intempestivi. E questo è sicuramente il caso dell’ex presidente granata, che dopo la sconfitta di Rozzio e compagni contro la Spal è stato tra i primi - secondo forse soltanto ad Alvini - a chiedere scusa per quanto breve era stato il viaggio dei granata - e dei loro tifosi - nel campionato cadetto. Un campionato cadetto - giova ricordarlo - arrivato dopo una richiesta di ripescaggio, dalla D alla C, accompagnata da fidejussione bancaria intestata a Romano Amadei. Invero, se Quintavalli si fosse limitato alle scuse, sarebbe andato tutto liscio. Ma evidentemente qualcosa covava, da mesi. Chi segue le vicende granata ricorderà che dall’estate scorsa, il gruppo dei soci reggiani aveva ceduto parte delle proprie quote ai due soci forti della Reggiana, ovvero Romano Amadei e Carmelo Salerno. Il tutto, in contemporanea con l’uscita di scena - nella compagine sociale - del Conad Centro Nord, fino a quel momento titolare di una fetta di azioni vicina al 15%. Perché in quel momento i soci reggiani - Quintavalli e Carretti su tutti, all’epoca ancora presidente e ad - non hanno pensato di rilevare loro le quote di Conad? Come sarebbe finita? Non lo sapremo mai.

Per contro, sappiamo cosa ha fatto Luca Quintavalli per la Reggiana. Quando Mike e Alicia erano scappati lasciando macerie si è rimboccato le maniche e ha permesso alla Reggiana di non sparire. Poi ancora, quando si è trattato di liberarsi di qualche socio opaco raccolto sul cammino della rinascita, lui e gli altri soci si sono fatti carico di radrizzare un’altra volta la barca. Tutti meriti indiscutibili. Come indiscutibili sono i soldi che ha sin qui messo Romano Amadei e con lui gli altri soci, Salerno in testa. Ipocrisia? Scarso cuore granata?

Sull’ipocrisia e l’opportunismo mediatico ci sentiamo di dire che presto si saprà chi aveva ragione: c’è una squadra da ricostruire e un progetto - quello dei campi di via Agosti - che attende di avere un seguito. Questione di settimane e poi sapremo. Quanto al tema del Cuore granata che tanto piace a Quintavalli, ci permettiamo un excursus storico.

Quando Giovanni Vandelli rilevò la Reggiana, tanti tra i tifosi, storsero il naso per questo “mezzo modenese” che si prendeva a cuore le sorti granata. Lui rispondeva che aveva più soldi di quanti sassi si trovassero nel greto del Secchia. Soldi che poi ha speso senza pensarci troppo, per la causa granata. Ne spese talmente tanti per la Reggiana che entrò nel cuore dei tifosi - gli stessi che adesso acclamano Quintavalli- al punto che ancora oggi, Vandelli vivente, uno dei principali gruppo organizzati del tifo granata, porta il suo nome. Tutta questa fola, per dire cosa? Che i soldi contano. E alla fine si contano. E lo sapeva persino Pascal che oltre ad essere un filosofo era pure matematico. —

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