Avvio al fulmicotone poi si è perso per strada Finito nel baratro, non ha saputo uscirne
5 ANTIMO MARTINO
Chissà se si riuscirà mai a ricostruire con esattezza la centrifuga che in pochi mesi ha trasformato la squadra più brillante della serie A in un malato sempre più grave, incapace di dare reazioni, sempre pronto a collassare sul più bello anche nelle rare gare giocate con brillantezza da gennaio in poi. L’esperienza di Antimo Martino - il tecnico emergente su cui proprietà, management e tifosi biancorossi - si è conclusa con enorme amarezza, dopo una discesa inarrestabile che ha portato sul baratro dell’A2, ma sarebbe ingiusto anche scordarsi un avvio di campionato davvero coi fiocchi, con buoni risultati e un gioco frizzante e godibile. Qualcosa si è rotto nella gestione del gruppo, prima che nelle lavagnette e negli schemi da predisporre. I problemi emersi man mano con gli americani Dominique Sutton e Josh Bostic sono lo specchio di una coesione venuta meno man mano, sino alla squadra amorfa di inizio 2021, dove anche la conduzione tattica ha perso smalto. Le perenni sofferenze a rimbalzo, la scelta di rallentare i ritmi e di rinunciare alla velocità, l’incapacità di trovare soluzioni offensive che andassero oltre il tiro da tre hanno segnato il destino di un coach comunque di valore, come dimostrato negli anni precedenti alla Fortitudo Bologna e pure nei primissimi mesi dell’esperienza reggiana.
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