Il coach ha condotto la nave in un porto sicuro Resta l’amarezza per l’eliminazione in coppa
7 ATTILIO CAJA
L’esperto tecnico pavese ha fatto quello che gli era stato chiesto, e lo ha fatto a modo suo. Arrivato in una squadra per molti versi allo sbando, da un punto di vista mentale e tattico prima ancora che fisico, ha cercato di dare ordine e rigore facendo scelte chiare. A partire dal centro, risolvendo il dualismo Elegar-Sims nel giro di pochi match a favore del primo, decisamente più affidabile in difesa anche se meno produttivo in attacco. Una scommessa per certi versi rischiosa, visto le enormi doti di Sims e le sofferenze offensive della Unahotels, che alla fine ha dato stabilità e presidio dell’area e lasciati liberi gli esterni di cercare punti. Le due vittorie decisive, con Varese e Cantù, nascono anche lì. Sotto la sua guida la formazione reggiana è apparsa più strutturata e organizzata, con gerarchie chiare, ed è riuscita a ridurre quei bruschi cali di intensità risultati fatali al suo predecessore Antimo Martino. Non poteva fare miracoli, con un organico certo lontano dalle sue idee di basket e le fragilità pregresse. Un po’ di amarezza per la coppa forse rimane (anche in considerazione del fatto che le rivali dei biancorossi non erano assolutamente irresistibili), ma il bersaglio grosso - quello della salvezza - lo ha centrato.
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