La Scherma Koala festeggia la chiamata di Veronica Martini in Nazionale
REGGIO EMILIA. In palestra per tutti è “Roccia”, la sua grinta e la sua forza si distinguono, quasi a volerla ribaltare quella carrozzina. Lo hanno notato anche i tecnici della nazionale paralimpica che hanno invitato Veronica Martini a partecipare al collegiale con gli azzurri della sciabola. Una gioia immensa per la giovane schermitrice dell’Ama Scherma Koala di Reggio Emilia che si è messa in luce sulle pedane di Napoli, nella gara che ha segnato la ripartenza della scherma paralimpica.
Una giornata piena di soddisfazioni anche per l’altro atleta paralimpico della società reggiana, Simone Rabitti. “Rabbo”, approdato alla scherma alcuni anni fa, ha conquistato la medaglia di bronzo nella categoria C di spada, dopo aver superato se stesso negli assalti del girone e soprattutto nell’incontro decisivo per salire sul podio (15 – 13 contro Addesso, Zinella Scherma) mancando la finale di sole due stoccate (13 – 15, contro Russo, Club scherma Palermo).
Poi gli occhi si sono rivolti verso Veronica. Classe 1997, rubierese, sognava di diventare neurochirurgo e farsi valere nelle arti marziali. Sogni che si sono infranti in una mattina del 2015 contro la paralisi che l’ha costretta su una sedia a rotelle. Ma Veronica è “roccia” non a caso, non ci ha pensato minimamente ad arrendersi: si è iscritta all’università (chimica e tecnologie farmaceutiche) e dopo la lunga riabilitazione ha scoperto la scherma. Niente di meglio per ritirare fuori l’agonismo.
A Napoli, la schermitrice reggiana si è classificata terza nel tabellone di spada, sconfitta in semifinale per una sola stoccata (14 – 15 contro D’Agostino, Accademia Scherma Lia). Nella sciabola, Veronica, praticamente all’esordio in quest’arma, è arrivata in finale, conquistando la medaglia d’argento. Un risultato che le è valso l’invito al collegiale della nazionale paralimpica.
«I nostri atleti paralimpici continuano a regalarci momenti impagabili – dice il maestro Massimo Bertacchini -. La grinta e la forza di Veronica e l’abnegazione di Simone sono di continuo esempio per i ragazzi che frequentano la palestra». —
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