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Farolini: «Siamo chiamati a giocare la partita perfetta»

R.S.
Farolini: «Siamo chiamati a giocare la partita perfetta»

Il capitano del Valorugby suona la carica in vista della supersfida di oggi pomeriggio 

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L’intervista

Con i suoi 30 anni è uno dei giocatori più esperti del Valorugby, ma Davide Farolini è qualcosa di più che un semplice capitano.

L’estremo dei Diavoli è uno dei leader riconosciuti nello spogliatoi oltre che incarnazione dei principi che stanno alla base del progetto voluto dal patron Enrico Grassi.

Dopo una doppia laurea, Farolini ha intrapreso infatti qui a Reggio una brillante carriera professionale completando la parabola ideale disegnata alla base della filosofia Valorugby.

Come si batte una squadra forte come il Petrarca?

«La premessa è che dovremo giocare tutti una partita ai limiti della perfezione. Soltanto giocando una partita perfetta o al massimo delle nostre potenzialità potremo avere chances di superare il turno. Poi, come ha già detto in settimana il coach, dobbiamo limitare al massimo gli errori. In regular season abbiamo sì perso due volte contro di loro, ma sempre con poco scarto. Dobbiamo essere più cinici e portare a casa la partita».

Gli All Blacks hanno dominato la regular season lasciando le briciole alle avversarie. Quali sono i punti di forza del Petrarca?

«Sono una squadra molto quadrata, nel senso che sbagliano poco. Soprattutto, non danno grandi spiragli perché osano il giusto. Sono forti nelle fasi statiche, in mischia chiusa e in touche. Hanno un grande calciatore, quindi dovremo anche stare attenti a non commettere falli ingenui».

Da capitano, come si carica la squadra in vista di un match così importante?

«Ognuno di noi ha il proprio modo di avvicinarsi alle partite, vale anche per quelle di regular season. C’è chi si isola, c’è chi si carica, c’è chi si concentra come faccio io su quei dettagli in cui so di poter essere maggiormente decisivo in campo. Sarà importante restare lucidi comunque si metta la partita perché non dimentichiamo che c’è un match di ritorno tra una settimana: dobbiamo ragionare sui 170 minuti di gioco».

Per la prima volta nel campionato italiano, la compagine arbitrale si avvarrà del TMO e del Citing Commissioner. Che ne pensa?

«Ben vengano tutte le novità, soprattutto se ispirate ai massimi livelli mondiali del rugby. Al di là del chiaro aiuto e supporto per gli arbitri, auspico che la tecnologia possa essere propedeutica anche ad una migliore qualità del gioco».

Lei era in campo due anni fa e in passato ha già disputato una finale Scudetto (perdendola con la maglia di Rovigo). Quanta voglia ha di vincere?

«Tanta. Non è che non ho vinto nulla in passato, soprattutto nelle categorie giovanili ho vinto diversi scudetti e ho conquistato una promozione qui a Reggio nella massima serie. Ma, dopo aver vinto la Coppa Italia due anni, è ora di fare uno step ulteriore. Voglio vincere, ma voglio farlo con questa maglia». —

R.S.

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