«Il Petrarca è fortissimo ma i nostri errori l’hanno aiutato a vincere la gara d’andata»
Edoardo Ruffolo, anima del Valorugby, fa autocritica dopo il ko al Mirabello nella prima gara della semifinale con Padova
REGGIO EMILIA. Tra rimpianti e consapevolezza. Il risveglio dei Diavoli dopo la partita persa sabato al Mirabello contro il Petrarca Padova (16-27 il risultato finale) ha il sapore agrodolce di chi sa di aver disputato una buona partita sfoderando una netta supremazia territoriale rimasta però sterile a causa dei consueti, troppi, errori.
Lo confermano le parole di uno dei migliori in campo su sponda reggiana, Edoardo Ruffolo, preziosissimo nelle fasi di touche ma anche come arma tattica impiegata spesso nel ruolo di ala.
Quella di sabato è stata una sconfitta meritata o il risultato è bugiardo?
«Diamo meriti al Petrarca di essere stato più forte di noi. Ma non tanto nella mole di gioco prodotto dove secondo me abbiamo fatto noi la partita, quanto negli errori. Loro non ne hanno praticamente fatti, noi invece sì. E ci sono costati la partita».
Non si tratta però di una novità, è capitato spesso in questa stagione: colpa della concentrazione?
«Lo escludo. Sabato eravamo tutti belli carichi e ben presenti con la testa. La concentrazione era al top. Purtroppo ci manca sempre un pezzettino per essere perfetti. Poi, ripeto, loro sono forti e non sbagliano quasi mai. Purtroppo la meta all’ultimo secondo complica un po’ le cose in vista del ritorno, ma abbiamo ancora 80 minuti a disposizione per provare a batterli con un punto in più di scarto».
Lei sabato è stato schierato in un ruolo insolito, non solo in terza linea. Spesso lo abbiamo visto impegnato all’ala. Era una tattica preparata a tavolino?
«Certo. La nostra intenzione era quella di aprire il gioco e insieme a Rodriguez abbiamo fatto un ottimo lavoro ben suggellato con la meta che ho realizzato su suo assist. Giocare all’ala mi piace, è un po’ come tornare agli inizi della mia carriera, chissà che non possa essere un’idea anche per i prossimi anni».
Il suo rientro dall’infortunio è coinciso con il ritorno sugli spalti del pubblico. Che emozione è stata?
«Bellissima. I nostri tifosi, anche se sabato erano pochi, sono fantastici e ci hanno caricato fin dalle fasi di riscaldamento. Va dato atto al club di aver fatto un lavoro eccezionale per farsi trovare pronti, nonostante il poco preavviso, ad organizzare tutto nei minimi dettagli. Io sinceramente non pensavo di riuscire a giocare tutti gli 80 minuti, quindi sono contento perché ero fuori da parecchio e la voglia di giocare è sempre tanta. Ora ci aspetta una settimana di duro allenamento per andare a Padova a giocarci tutto il possibile per regalare un sogno a noi stessi, al nostro presidente e ai nostri tifosi». —
R.S.
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