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Alvini nel mirino del Brescia di Cellino: se Clotet se ne va Max è tra i papabili

Massimo Sesena
Alvini nel mirino del Brescia di Cellino: se Clotet se ne va Max è tra i papabili

Una chiamata dalla serie B per il mister di Fucecchio imprimerebbe un’accelerazione alle scelte di Salerno e soci 

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Massimo Sesena

REGGIO EMILIA. Per il diretto interessato, sarebbe un gran colpo, non c’è dubbio: se Max Alvini, con la sua squadra retrocessa dopo un solo anno di B, dovesse ora trovare una panchina proprio nella serie cadetta, potrebbe veramente dirsi una sorta di predestinato.

Cosa ci sia di vero, cosa possa in qualche modo rompere il silenzio di questi giorni – evidentemente ancora “di lutto” in casa granata – è difficile da dirsi.

Di fatto, da quando Massimiliano Alvini ha ricevuto la panchina d’oro come miglior allenatore della serie C nel campionato 2019-2020 fino ad oggi – complice la retrocessione della sua squadra dopo appena un anno di B – è come se sul nome del tecnico di Fucecchio fosse sceso l’oblio. Ora invece, i riflettori si riaccendono, almeno stando alle voci giornalistiche.

Il nome di Massimiliano Alvini sarebbe addirittura accostato a quello di un altro Massimiliano, Cellino, patron del Brescia arrivato ai playoff della serie B dopo un avvio non felice, con lo spagnolo Pep Clotet chiamato a radrizzare la barca.

In questi giorni a Brescia, Cellino – da presidente-padrone – sta rivoluzionando la squadra e sta cercando un sostituto al ds Perinetti. Ma sta anche trattando un eventuale rinnovo con Clotet.

Una trattativa, quest’ultima, che i cronisti delle vicende sportive del Brescia non esitano a definire in salita. E i motivi, sarebbero paradossali e – sopratuttto – spiegabili soltanto con la straripante personalità di Cellino. In soldoni: arrivato a Brescia tra lo scetticismo generale (“il Pep sbagliato” lo chiamavano) ha fatto ricredere tutti portando il Brescia a un passo dalla A, entrando così nel cuore della tifoseria. Troppo, per i gusti di Cellino che – dipendesse da lui – giocherebbe pure. Se a questo si aggiunge che lo stesso Clotet vorrebbe tornare in Premier (dove è già stato, allenando il Leeds quando il proprietario era proprio l’imprenditore cagliaritano), ecco che non sarebbe così improbabile che il presidente più “mangia-allenatori” tra quelli in attività (36 gli allenatori cambiati tra Cagliari e Brescia), si guardasse intorno alla ricerca di un sostituto.

E tra i nomi dei papabili, oltre a quello del tecnico granata di Fucecchio ci sono anche quelli di Paolo Zanetti del Venezia e di Marco Baroni della Reggina. E sempre secondo i media bresciani, della rosa dei possibili sostituti di Clotet farebbe parte anche il suo attuale vice Gastaldello.

Invero, a Brescia come a Reggio, questa potrebbe essere una settimana decisiva. Domenica Clotet e Cellino si sono visti a cena, ma non è stato un incontro risolutivo. In compenso, Alvini e Salerno non si sono ancora visti. E forse nemmeno si vedranno. Prima di affrontare il dossier-allenatore, il presidente della Reggiana deve vedersi con gli altri soci e, con loro, aprire un confronto sul futuro. Partendo, come pare si voglia fare anche a Brescia, dalla questione del direttore sportivo. Anche a Reggio serve che siano messi in chiaro ruoli e obiettivi da questo punto di vista. Ad esempio, se è quasi certo che Tosi resterà anche in serie C, occorre capire con quale ruolo. Da più parti si vocifera di una figura da affiancare a Tosi, magari con il preciso compito di fare scouting. Il nome più ricorrente è quello di Giovanni Rosignoli, che Tosi conosce dai tempi della Samp. —

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