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Menetti porta Treviso a un passo dal sogno poi ricorda Reggio ed Ercole Spallanzani

Adriano Arati
Menetti porta Treviso a un passo dal sogno poi ricorda Reggio ed Ercole Spallanzani

Il coach più vincente della storia del basket reggiano ha concluso nel migliore dei modi la sua stagione in Veneto

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA. Si congeda con enorme orgoglio dai playoff, l’ex coach reggiano Max Menetti.

Lunedì sera la sua De Longhi Treviso ha perso 100-105 in casa con la Virtus Bologna, una sconfitta che segna il 3-0 negativo per i veneti e li elimina dai quarti di finale della fase scudetto della serie A.

LA MANO DI MAX

Un risultato secco che non racconta davvero l’andamento della serie: a parte gara 1, vinta nettamente dai bolognesi, le altre due partite sono state molto equilibrate, segnate da finali punto a punto molto tirati in cui la maggior qualità e profondità della formazione di Djordjevic alla fine ha avuto la meglio. Treviso però ha mostrato quella tenacia che l’ha trasformata nella sorpresa del girone di ritorno e l’ha portata al sesto posto della stagione regolare, l’ennesimo buon risultato di Menetti che nelle sue tre stagioni nella Marca ha sempre fatto benissimo, con la promozione dall’A2, una salvezza praticamente già raggiunta l’anno scorso al momento del blocco delle gare e una sesta piazza.

Il tecnico reggiano, alla guida della Trenkwalder e della Grissin Bon del periodo d’oro della società biancorossa, si conferma un coach di alto livello nel panorama italiano. Gli applausi convinti dei pochi spettatori presenti ne sono la testimonianza più chiara.

«Anche se avessimo vinto sarei stato arrabbiato perché sono convinto che, per come è andata gara 2, se fossimo stati in vantaggio 2-1 non avremmo rubato assolutamente niente a nessuno – ha detto con orgoglio nel dopogara –. Questa squadra oggi ha dimostrato tutto sia dal punto di vista tecnico che della personalità, oltre che i grandi miglioramenti compiuti rispetto a gara 1».

IL FUTURO

E ora? «Fra qualche giorno a bocce ferme avrò l’occasione di parlare non tanto dell’andamento della stagione, che possono farlo tutti, ma di questa squadra veramente speciale. Credo che tutti dovrebbero sapere cosa è significato allenare questo gruppo».

Al 45’, il gruppo trevigiano è andato sotto alla tribuna per inchinarsi davanti allo sparuto pubblico: «Penso che i ragazzi si meritassero un tributo e un saluto da parte dei presenti, dopo una stagione in cui non si sono fermati mai e sono andati avanti sempre e comunque. Ad ogni modo, come ho già detto prima, nei prossimi giorni racconterò tutto. Dopodiché - chiarisce il coach più vincente che Reggio abbia mai avuto - ci riposeremo per almeno quindici giorni, prima di iniziare a pensare al futuro», ha annunciato rimandando all’inizio di giugno per conoscere le novità per il 2021-22. A meno di novità, Menetti non si muoverà, forte dell’accordo pluriennale e di quanto fatto in campo,

il pensiero A ERCOLE

Come congedo, Max Menetti ha in serbo un omaggio ad un giornalista che Menetti ha conosciuto bene, Ercole Spallanzani, scomparso proprio nelle prime ore di lunedì.

«Infine - chiude Max - come segno di rispetto mi piacerebbe ricordare Ercole Spallanzani, grande giornalista reggiano che oggi purtroppo è venuto a mancare». —

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