Morello: «La Reggiana riparte se punta sul vivaio»
L’ex attaccante granata non ha dubbi: la società deve legarsi di più alla città E sui possibili sostituti di Alvini dice: «Scienza e Vecchi sono ottimi profili»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA. «La retrocessione può essere un’occasione per rifondare: è ora di tornare a mettere al centro il settore giovanile».
Dario Morello, bandiera granata degli anni d’oro, si sbilancia, sostenendo l’importanza delle nuove leve per ridare linfa ed entusiasmo alla Reggiana.
LE RADICI
L’ex attaccante granata consiglia poi ai dirigenti di radicarsi maggiormente sul territorio, per fidelizzare le società sportive dilettantistiche e di conseguenza i rispettivi iscritti: «Parto dal presupposto che la Reggiana è ormai sempre meno amata dai giovani della città- spiega il mister della Morello Football School, club di Masone da lui fondato- e bisogna invertire la tendenza. Questo avviene se in società vengono inserite figure veramente legate a Reggio, che vanno ad impostare un certo tipo di lavoro finalizzato alla crescita. Una prima squadra ti costa molti soldi anche in serie C e ti costringe a notevoli sacrifici economici: perché non crearsi allora in casa i giocatori, come avveniva anni fa?».
Facile a dirsi, potrebbero pensare i responsabili, anche perché il fallimento del 2018 ha tagliato le gambe a tutti i progetti a lunga scadenza portati avanti dalla vecchia dirigenza, senza dimenticare l’inevitabile saccheggio degli altri team limitrofi.
La città deve però tornare ad essere un punto di forza: «Quando ero collaboratore delle giovanili del Parma ho allenato giocatori come Cerri e Josè Mauri, atleti in rampa di lancio che in prestito potrebbero venire tranquillamente a Reggio- continua- Servono però persone conosciute e stimate, che le grandi squadre riconoscano come riferimento e garanzia per la valorizzazione del loro talento. Diversi giovani reggiani stanno andando da altre parti a giocare, quando basterebbe legarsi ad alcune società dilettantistiche ed almeno avere la prelazione sui loro atleti. Sotto la guida di Guido Mammi la cantera granata era davvero invidiata; mi ricordo quando andavamo tutti insieme a vedere la partita della Beretti: la Reggiana deve ritornare ad essere un corpo unico tra prima squadra e settore giovanile». L’operazione simpatia proposta da Morello verte su numerosi punti, che prevedono l’avvicinamento dei bambini a prescindere dai risultati sportivi: «Organizzare un torneo tra squadre affiliate nel nuovo centro sportivo di via Agosti, oppure proporre un torneo degli sponsor da disputarsi al Mirabello: piccole cose che farebbero felici i protagonisti».
L’ex campione d’Italia con l’Inter (entrato recentemente anche nell’Aic, il sindacato dei calciatori professionisti) suggerisce poi le prossime mosse, a partire dalla panchina qualora non venisse confermato Alvini: «Prima di tutto bisogna mettere a posto i dissidi societari, per poi concentrarsi sull’aspetto tecnico. L’ossatura della squadra c’è e l’immediata risalita non è impossibile, ma bisogna fare le cose fatte bene».
I CANDIDATI
E anche rispetto ai nomi che circolano per un eventuale dopo-Alvini, l’ex attaccante granata mostra di avere le idee piuttosto chiare.
«Stefano Vecchi – conclude Dario Morello – è un amico e sarebbe un ottimo profilo, altrimenti propongo Beppe Scienza: conosce la piazza e gli darebbero tempo; Beppe è poi uno che va a vedere anche le partite del settore giovanile e ti segnala i giocatori pronti al grande salto. Io nel suo staff? Non ho mai allenato i grandi – chiude sorridendo – al limite potrei essere una figura di collante tra Prima Squadra e Primavera...». —
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