«Il Petrarca va colpito a freddo»
L’ex padovano Federico Conforti sprona il Valorugby: «Ecco perché dobbiamo almeno provarci»
REGGIO EMILIA. Una vera e propria “remuntada”. Ci sono 12 punti tra i Diavoli del Valorugby e il sogno della prima finale Scudetto della storia. Sconfitti per 16-27 dal Petrarca nel match di sabato scorso al Mirabello, i ragazzi di coach Manghi dovranno centrare l’impresa espugnando nel match di domani il leggendario stadio “Geremia” di Padova, uno dei templi del rugby italiano. Per farlo, i Diavoli si aggrappano alla tecnica e all’esperienza dei giocatori abituati a partite da “dentro o fuori” come il terza linea Federico Conforti, protagonista proprio con la maglia del Petrarca di numerosi playoff scudetto.
Conforti, come si recuperano 12 punti ad una squadra come il Petrarca?
«Dobbiamo scendere in campo con la determinazione di essere i primi a passare in vantaggio. Non importa se con una meta o un calcio piazzato, se riusciamo ad andare avanti nel punteggio fin dai primi minuti metteremo pressione a loro e noi ci caricheremo ancora di più per quella che potrebbe essere una partita leggendaria nella storia del nostro club».
Cosa non ha funzionato nel match di andata?
«Purtroppo le solite cose. Non riusciamo a capitalizzare tutto il lavoro prodotto. Anche all’andata abbiamo sbagliato due mete già fatte. Per non parlare della meta subita in superiorità numerica. Davvero, abbiamo un’ultima chanche. Ce la possiamo fare, ci dobbiamo provare».
Lei ritorna su un campo che conosce bene...
«Tornare a Padova è sempre piacevole, ma sono emozioni che non hanno nulla a che vedere con il campo. A me interessa solo vincere col Valorugby, qui a Reggio sono ulteriormente maturato e se la conoscenza del campo e dell’ambiente potrà essere di aiuto ai miei compagni, allora sarò lieto di mettere questa esperienza al servizio dei Diavoli».
Sabato scorso il Mirabello ha riaperto le porte al pubblico: vi mancava il supporto dei tifosi?
«È stato bello tornare a sentire gli incitamenti. Io poi mi carico anche con il tifo avverso, quindi sono contento si sia tornati a giocare con gli stadi seppur parzialmente aperti. È uno stimolo in più, e lo sarà anche domani a Padova». —
R.S.
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