«Giocheremo per scrivere una pagina della nostra storia»
L’allenatore Roberto Manghi ci crede: «Fare l’impresa è difficile ma non impossibile»
il protagonista
A Padova per molti Diavoli sarà la quarta semifinale in due anni.
Nel 2018/19 la corsa dei reggiani si fermò in semifinale contro un Calvisano più forte e abituato a disputare partite “dentro o fuori”.
Due anni fa, come oggi, sulla panchina del Valorugby sedeva Roberto Manghi.
Il tecnico parmense, 62 anni di cui una quindicina vissuti con i Diavoli prima da giocatore poi da allenatore e dirigente, è il filo conduttore di una grande storia che l’avvento alla guida del club di patron Enrico Grassi ha rinnovato con nuove ambizioni e il desiderio, dichiarato, di arrivare allo scudetto in pochi anni.
Rispetto alla semifinale 2019 vede analogie tra le due partite di ritorno?
«Il passato è passato. In questo tipo di partite sono spesso i particolari a fare la differenza. In un’azione basta che il pallone rimbalzi in un modo o in un altro e cambia tutto. Se ti capita in mano magari vai a segnare in campo aperto, se rimbalza nella direzione opposta l’hai perso e metti in difficoltà la squadra. Noi dobbiamo pensare al futuro. Anzi, al presente».
Quanto pesa il ko rimediato nella semifinale d’andata?
«Purtroppo ci siamo un po’ complicati la vita sbagliando la partita la scorsa settimana. Abbiamo anche qualche infortunato in più, ma nello stesso tempo ho recuperato qualche ragazzo. A prescindere da questo, chiunque andrà in campo dovrà farlo non solo col corpo, ma con la testa e l’intenzione di vincere e scrivere una pagina indelebile nella storia di questo club».
Come ci si prepara a una sfida così importante?
«In settimana ho visto i ragazzi molto arrabbiati per come avevano giocato al Mirabello, in particolare per quella meta subita all’ultimo secondo».
La rabbia si è trasformata in voglia di riscatto ?
«Io spero che domani questa carica si trasformi in voglia di fare e, soprattutto di concludere, di finalizzare il tanto lavoro che produciamo in mezzo al campo. Abbiamo sprecato molto nella partitaal Mirabello, ci siamo fatti aggredire dal Petrarca. Adesso tocca a noi fare la partita, dobbiamo andarcela a prendere questa finalissima. Se vogliamo qualcosa in più da questa annata devono essere i giocatori a seguire il piano di gioco, ma anche ad assecondare il loro istinto per non finire la stagione domani, ma portarla avanti fino all’atto conclusivo».
Vincere a Padova sarà una vera e propria impresa. Quest’anno i “tuttineri” in casa sono un rullo compressore.
«Padova è sempre un campo difficile, a maggior ragione quest’anno. Ma è anche un campo su cui due anni fa abbiamo scritto una delle pagine più belle nella storia del rugby reggiano. Sono queste le occasioni in cui diamo il meglio. Dobbiamo entrare in campo più aggressivi, e fare meno errori. Abbiamo già lasciato troppe occasioni per strada. Voglio che i ragazzi arrivino al fischio finale consapevoli di aver dato tutto. Dobbiamo arrivare alla fine avendo fatto quattro mete o avendo messo più di undici punti tra noi e loro. Difficile, ma non impossibile». —
R.S.
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