Rubiera fa il pieno: è sua anche la Coppa Italia
Dopo la promozione in A1, i Vikings si aggiudicano il trofeo battendo il Carpi. Galluccio: «Doppio trionfo non scontato»
Nicolò Rinaldi
rubiera. La spedizione rubierese al Pala Santa Filomena di Chieti è terminata con un bilancio davvero sfavillante: dopo l'ascesa in A1, conquistata sabato superando Torri di Quartesolo, ieri i Vikings hanno portato a casa anche la Coppa Italia di serie A2 maschile. Come da programma, l'assegnazione del trofeo è avvenuta in seguito allo scontro conclusivo tra neopromosse: la formazione di Galluccio ha dettato legge sul Carpi che proveniva a sua volta dal successo a fil di sirena contro Malo.
Il primo tempo del derby emiliano ha avuto un andamento all'insegna dell'equilibrio, ma nella ripresa i rubieresi sono stati capaci di prendere un visibile sopravvento. I biancorossoblù hanno dunque piazzato un pregevole tris: infatti, Benci e soci avevano già sconfitto Carpi in entrambi i precedenti stagionali. Per Rubiera si tratta del quarto alloro di sempre a livello di prima squadra: nel 1994 e nel 2005 gli alfieri della via Emilia si sono aggiudicati la Coppa Italia di massima divisione, poi nel 2008 è arrivato l'Handball Trophy sempre di A1. «Adesso lo posso dire: abbiamo fatto qualcosa di enorme, cogliendo un doppio trionfo che non era affatto scontato – commenta Luca Galluccio, tecnico dei Vikings – e vorrei dedicare queste affermazioni a noi stessi e soprattutto alle nostre famiglie, che hanno avuto la pazienza di sopportare i tanti impegni con la pallamano in un contesto generale molto difficile: come tutti ben sanno, il Covid ci ha costretti a ben due soste forzate. Se la società lo riterrà opportuno, io sarei molto felice di rimanere qui pure nella prossima annata».
«Spesso i play off prendono traiettorie strane – osserva poi l'ala/terzino biancorossoblù Roberto Bartoli – quindi, pur avendo parecchia fiducia nel nostro gruppo, io ho costantemente temuto di non farcela ad arrivare dove volevamo: tuttavia è stato un timore costruttivo, che mi ha dato ulteriore slancio nel contribuire al rendimento della squadra».
Da giocatore il novellarese Davide Serafini ha vestito la maglia di Rubiera, e oggi dirige Carpi: «Nella finale di Coppa non abbiamo potuto schierare gli infortunati Jurina, Grandi e Pieracci – ricorda – cioè tre assenze di peso: ad ogni modo i Vikings sono i più forti della categoria, dunque è giusto che il titolo sia andato a loro. Noi possiamo comunque gioire per una promozione straordinaria, che alla vigilia degli spareggi era difficile da pronosticare». —
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