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Tosi e il “cantiere” della nuova Reggiana aspettando il mister

Luigi Cocconcelli

Con le attuali norme la lista dovrà essere di 24 giocatori e con 14 atleti ancora sotto contratto i margini si riducono

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Luigi Cocconcelli

REGGIO EMILIA. Doriano Tosi, ed al pari di lui i colleghi, dovranno attrezzarsi con il pallottoliere. L’estate scorsa, con la Reggiana in B, il ds poteva tesserare soltanto 16 giocatori over 23, adesso, nell’allestimento della rosa per la stagione che va ad iniziare, dovrà tener conto della normativa. Che cambia, ma sempre pone vincoli.

La serie C ha diramato i criteri per la stagione corrente in materia di composizione delle rose, criteri che ricalcano esattamente quelli già in vigore. Vale a dire che una squadra possa tesserare un massimo di 24 giocatori professionisti, con un solo slot per un calciatore nato dopo il 1 gennaio del 2002, libertà, invece, di inserire in organico ragazzi di proprietà e che firmino il primo contratto da professionista. Un caso da approfondire in questo senso sarà quello del reggianissimoGabriele Piccinini, ora in prestito al Lentigione dalla Reggiana che ne detiene il cartellino. Ammesso e non concesso che i granata decidano di farlo tornare a casa e di inserirlo in prima squadra, lui proviene da un campionato dilettantistico, ha un altro tipo di contratto, e quindi il dubbio se sia o no alla prima firma da professionista ci sta tutto.

Inoltre, la norma riconferma che nella lista dei 24 possano essere compresi un massimo di 8 elementi, provenienti a titolo definitivo o temporaneo, cioè in prestito, da squadre di A e B o da federazione estera. Qua, di solito, nelle ultime ore di mercato le squadre di A e B fanno la corsa per piazzare in C i giovani che non rientrano nei piani.

Di fatto, senza movimenti in uscita, la Reggiana al momento può tesserare soltanto 10 giocatori, visto che sotto contratto ne ha già 14. Non si conoscono, al momento, le reazioni dell’associazione calciatori, contro la norma del numero massimo di giocatori tesserabili, che poi cozza con la logica delle panchine lunghe; già un anno fa il sindacato dei calciatori si era espresso in maniera fortemente negativa per il timore di vedere troppi disoccupati. L’Aic arrivò a minacciare uno sciopero, ottenendo che i posti disponibili passassero da 22 agli attuali 24.

Per chi non rispetta il numero massimo, è prevista un’ammenda da 10mila euro per la prima partita disputata da un giocatore fuori lista, 20 mila per la seconda e 50 mila a partire dalla terza. Niente penalizzazioni, nè partite perse come è successo con la Roma contro il Verona nel match inaugurale dell’ultimo campionato di serie A. —

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