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Etica, carattere e voglia di emergere così il mister Diana ha convinto la Regia

Nicolò Valli
Etica, carattere e voglia di emergere così il mister Diana ha convinto la Regia

Manca soltanto l’annuncio ufficiale della società granata Con il Renate ha sfiorato l’accesso alla semifinale playoff 

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Nicolò Valli

REGGIO EMILIA. Mancano ormai solo i dettagli per l’annuncio di Aimo Diana.

Sarà lui a guidare il nuovo ciclo granata. L’ex centrocampista di Sampdoria, Palermo e Torino ha sorpassato gli altri contendenti ed è pronto a firmare per poi mettersi subito al lavoro.

L’etica professionale è una delle caratteristiche che hanno spinto Doriano Tosi a puntare sull’ormai ex mister del Renate, reduce dall’impresa solo sfiorata nei quarti di finale playoff di serie C (non è bastato vincere 3-1 a Padova per centrare la semifinale): Diana ha fatto dell’impegno e del sacrificio le sue qualità maggiori, sin da quando calcava i prati della serie A arrivando a sfiorare il Mondiale del 2006; una fastidiosa pubalgia gli impedì allora di salire sull’aereo che portò gli “Azzurri” in Germania, ma senza quell’infortunio Lippi lo avrebbe chiamato. Del resto, in quegli anni Aimo era un tornante di tutto rispetto, con l’esperienza già maturata con le casacche di Brescia (Baggio e Pirlo i suoi compagni più talentuosi alle “Rondinelle”) e Parma (Adriano, Mutu e Gilardino quelli gialloblù) che gli fu di grande aiuto.

Esperienza che dal 2013 ha invece potuto fare sulle panchine di Feralpisalò (giovanili e prima squadra), Pavia, Melfi e Sicula Leonzo; in seguito l’approdo al Renate dove ha impostato un percorso triennale niente male: salvezza al primo anno da subentrato, terzo posto nella scorsa stagione e eliminazione agli ottavi col Novara, terzo posto in regular season quest’anno ed addio sogni di gloria nei quarti. Il tutto condito da un gioco offensivo e propositivo. Adesso la possibilità di cimentarsi con una piazza ambiziosa e allo stesso tempo esigente.

Nella scelta si ritrovano alcune similitudini con quella di Alvini: nel 2019 il condottiero della splendida promozione in serie B non aveva quel pedigree come invece potevano avere altri candidati, ma Tosi puntò fortemente sul tecnico toscano. La storia in un certo senso si ripete, con Vecchi, Toscano e Zironelli che in questo momento avrebbero avuto una maggior attitudine a gestire giocatori importanti.

Per Diana, però, garantisce la sua carriera, sia da giocatore che quella in panchina. Una volta sottoscritto l’accordo con il club granata si passerà subito all’analisi della rosa: la difesa a 3 col trequartista a sostegno delle due punte sembrerebbe essere l’abito preferito dal nuovo condottiero; modulo peraltro già utilizzato per un anno e mezzo anche da Alvini prima di passare alla difesa a 4 nel tentativo di raddrizzare la barca in cadetteria. Spetterà poi a Diana, in accordo col ds, mettersi al tavolino e discutere di schemi tattici, quando inevitabilmente verrà anche trattato il tema dei 14 giocatori sotto contratto. Diana non ha nascosto il sogno di allenare un giorno la Sampdoria, alla quale è molto legato: l’avventura reggiana potrebbe così essere il trampolino giusto per consacrarsi definitivamente e spiccare il volo verso altri palcoscenici.

Non sarà semplice, ma impegno e carattere non gli mancano. —

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