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Unahotels vuole l’Europa ma ci sono molti ostacoli

Adriano Arati
Unahotels vuole l’Europa ma ci sono molti ostacoli

Per la società biancorossa la partecipazione a una coppa è un obiettivo ma il piazzamento finale non consente di fare previsioni al momento

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA. Quanta concorrenza europea per la Unahotels? Con i campionati nazionali ormai vicini alle loro conclusioni, i ragionamenti sulla prossima stagione sono ormai di attualità per buona parte dei club. Un tema centrale su cui regna ancora inevitabile incertezza è quello della partecipazione ad una competizione continentale. Pallacanestro Reggiana, lo ha ribadito più volte la proprietà, vorrebbe ripresentarsi ancora una volta sul palcoscenico europeo, quello riassaggiato nel tormentato 2021 con le due bolle in Olanda e poi in Romania. Due momenti non esaltanti, conclusi con l’eliminazione ai quarti di finale contro l’Oradea. Le difficoltà sanitarie hanno portato ad una rivisitazione in corsa dell’assetto e i gironi iniziali si sono disputati proprio nei mesi di massima crisi biancorossa. Per la prossima stagione, Reggio vorrebbe tentare nuovamente la strada della Fiba Europe Cup, se il contesto e i regolamenti lo permetterebbero. Una prima questione riguarda le norme che permettono alle formazioni italiani arrivate nelle prime due fasce di merito del campionato precedente di partecipare alle coppe. Le perenni turbolenze del basket nostrano, tanto per cambiare, potrebbero non aiutare la società biancorossa. Se il calcolo fosse fatto sulle 15 formazioni che hanno concluso la serie A, l’undicesimo posto reggiano non aiuterebbe. Se il conteggio fosse effettuato sul numero originario, 16, poi ridotto dall’addio di Roma, il potenziale ostacolo potrebbe essere più semplice da superare. Negli anni passati non sono comunque mancate eccezioni, in nessuna direzione, e al momento la partita è aperta.

Anche perché non tutti i club arrivati prima della Unahotels hanno l’intenzione di prendere parte a una Coppa, principalmente per questioni economiche e logistiche. Una competizione in più richiede spese extra per gli spostamenti, brucia preziosi giorni di allenamento e presuppone una rosa più profonda e attrezzata. D’altro canto, le coppe sono una calamita efficacissima per ingaggiare giocatori di livello, italiani e ancor più stranieri. Le realtà interessate sono comunque parecchie, e il rischio di intasamento è alto. Milano è certa dell’Eurolega, la Virtus e Venezia hanno presenza garantita nell’Eurocup, che però cambierà formula, riducendo le partecipanti da 24 a 20. Un taglio che potrebbe lasciar fuori Trento, che può vantare comunque una licenza pluriennale e buoni risultati, e Brescia, reduce da un’annata deludente in Italia e in Europa. I lombardi potrebbero ripiegare sulla Fiba Champions League, che dovrebbe vedere al via almeno Brindisi, Sassari e probabilmente Treviso. Ance Trieste e Cremona sono sopra a Reggio come graduatoria, non è chiaro a oggi chi vorrà eventualmente partecipare alla Fiba Europe Cup e come la Fiba e la Fip valuteranno le richieste italiane in caso di concentramento massiccio in Champions League. —

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