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La Unahotels vuol ripartire da Taylor e Justin Johnson

Adriano Arati
La Unahotels vuol ripartire da Taylor e Justin Johnson

Il primo tassello per la nuova stagione è la probabile riconferma del coach Caja Con Elegar molto dipenderà dall’eventuale disputa di una coppa europea

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA. La Unahotels prossima ventura vorrebbe ripartire da un’ossatura straniera già collauda.

La società biancorossa deve ancora definire tante questioni, in primis gli equilibri interni alla proprietà e il peso delle quote dei vari soci, e solo in un secondo momento procederà nella creazione della propria identità tecnica. A partire dalla guida in panchina.

Al momento la permanenza di coach Attilio Caja è l’opzione più probabile, anche se per una conferma definitiva si dovrà appunto attendere la stabilizzazione dell’assetto societario.

Per quanto riguarda gli stranieri, soprattutto in caso di permanenza di Caja, l’obiettivo sarebbe quello di trattenere diversi elementi già in forza alla Unahotels 2020-21, a partire dal playmaker Taylor e dal lungo Justin Johnson.

Senza scartare a priori il forte centro Frank Elegar, con cui per il momento si mantiene una linea aperta in attesa di intavolare una discussione concreta più avanti.

Il giocatore vuole disputare una coppa europea, con le qualità e la sua esperienza ha senza dubbio mercato, a Reggio sarebbe senza dubbio un titolare mentre altrove, a un livello più alto, potrebbe essere impiegato come elemento da rotazione.

Quando a luglio la società biancorossa conoscerà il suo destino continentale, e capirà se sarà possibile disputare una competizione europea, si tornerà a parlare con Elegar. Ma non prima di aver sciolto il nodo.

Per la prossima stagione, Reggio vorrebbe tentare nuovamente la strada della Fiba Europe Cup, se il contesto e i regolamenti lo permettessero.

Diverso il discorso per gli altri due statunitensi.

La volontà di proseguire il rapporto con Taylor era già stata palesata, il giocatore ha costruito un buon rapporto con Caja e alle giuste condizioni un accordo non è impossibile, anche se il rendimento del regista Usa potrebbe attivare rivali molto competitive.

Pure Justin Johnson non dispiace a Caja, tutt’altro, e una conferma è tutto tranne che da escludere, se vi sarà sintonia sull’aspetto economico. Il lungo non ha offerto un rendimento scintillante, è indubbio, anche a causa dei problemi fisici che lo hanno rallentato a lungo, limitando nei suoi punti di forza.

Il 25enne del Kentucky non si è mai tirato indietro, ha mostrato dedizione e capacità di adattarsi e ha la forza fisica, la presenza a rimbalzo e la tecnica in uno contro uno per essere utile in un sistema organizzato come quello di Caja, con ruoli ben definiti e idee chiare sulle responsabilità di ciascuno.

Non può essere una prima punta ma un buon titolare di complemento sì, a fianco di un centro con stazza capace di proteggere l’area, e può dare duttilità per quintetti più leggeri.

Per dinamiche reggiane legate alla proprietà e per le tempistiche del mercato negli ultimi anni, è impossibile immaginare un’accelerazione in tempi brevi, i rappresentanti dei giocatori vorranno a propria volta guardarsi altrove, quantomeno una base comune da cui partire per una trattativa vi potrebbe comunque essere.

E dare così continuità all’organico, una rarità nel basket contemporaneo.

Per quanto riguarda invece gli altri stranieri che hanno giocato nella Unahotels in questa difficile stagione, le possibilità di rivederli anche nella prossima è davvero esigua . —

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