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«Lascio il PalaBigi dopo 22 anni: per me è come una seconda casa»

Luigi Vinceti
«Lascio il PalaBigi dopo 22 anni: per me è come una seconda casa»

Claudio Sarti va in pensione: dall’ottobre 1999 lavorava in via Guasco. «Non solo sport, ricordo tanti concerti con grandi artisti e feste» 

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REGGIO EMILIA. Cambia la guida del Palasport di via Guasco, perché Claudio Sarti va in pensione. Un traguardo meritato e “sudato” per ben 22 anni.

«Iniziai l’11 ottobre del 1999 – spiega il gestore – seguendo la pallavolo di Beltrami. Ero solo ma ben presto fui costretto a ricorrere ad alcune collaborazioni fisse perché gli impegni aperti al pubblico si succedevano con una continuità che non lasciava respirare. Qui convergevano avvenimenti di ogni tipo».

È nei sotterranei dell’edificio dove il telefono non sempre (fortunatamente) registra le chiamate in arrivo. Così che gli resta qualche margine di tempo per organizzarsi, dettare le regole, spostare mobili, strumenti.

«Qui ho trascorso una parte importante della mia vita – confessa con un sospiro – ed ho vissuto emozioni straordinarie. Non parlo dei grandi atleti che ho incontrato, ma dei tanti ragazzi che ho visto sperimentare le emozioni dello sport e, di anno in anno, crescere in esperienza e talento. Uno spaccato di vita reggiana».

Non sono mancate anche le preoccupazioni, le discussioni, i contrasti?

«Naturalmente sì, ma ho avuto la fortuna di essere sempre circondato da eccezionali collaboratori che mi hanno supportato con competenza e sacrificio. Debbo dire grazie a tutti i collaboratori che ho avuto in questi anni. Molto merito è loro se sono sempre riuscito a rispettare gli impegni. I problemi mi sono invece derivati da qualche dirigente sportivo che a volte pretendeva l’impossibile, ma non serbo alcun rancore. Ho sempre cercato di improntare il mio lavoro su rapporti umani improntati al rispetto reciproco».

Ora inizia dunque una nuova vita?

«A casa mia (moglie e tre figli ndr) non credono assolutamente che mi metta in pantofole…».

In effetti si fa il suo nome per la guida di altre attività che accolgono spettatori.

«In effetti sono ancora legato, per un anno, al Palahockey Fanticini mentre allo stadio Mirabello ed in piscina ricordano molto bene i servizi che ho offerto loro per lungo tempo. Conosco il mondo dello sport, dal pattinaggio alla scherma, dal basket alla pallavolo. Ho ospitato vari Campionati Europei, ho accolto gli Harlem Globetrotter. A tutto vanno aggiunti decine di concerti, convegni, spettacoli...».

Ecco perché si dice che ci sia già qualcuno pronto a convocarla. Può farci qualche anticipazione?

«Assolutamente no. Vedremo come evolveranno gli eventi. Per ora progetto solo una pur breve vacanza».

Cinque anni fa era stato costretto a fermarsi, poi ha ripreso la corsa allo stesso ritmo…

«Sì, per dirla con una metafora automobilistica avevo “bucato una gomma” ma avevo quella di ricambio. Un malessere da cui mi sono ripreso alla svelta e che non mi ha più disturbato».

Le soddisfazioni più belle che ha collezionato?

«Le feste per gli anziani gestite per anni. Una volta venne a complimentarsi anche l’allora sindaco Antonella Spaggiari. E gli show canoro-musicali di Morandi, Ligabue, Grillo, Battiato, le esibizioni di Griminelli, la conferenza di Fo. Tanti i messaggi di apprezzamento che ho ricevuto. In fondo il Palazzo dello Sport è sempre stato un presidio socio-educativo, un luogo d’incontro per i reggiani. Io ho sempre cercato di renderlo ospitale ed accogliente. Ma gli anni passano pure per lui…».

Sono previsti altri interventi per l’impianto?

«Sì, almeno fino all’autunno, per il controsoffitto, l’ascensore, i pavimenti. Verrò certamente a vedere la loro conclusione. In fondo il Palasport è stato per me, visto il tempo che vi ho trascorso, come una seconda casa». —

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