Tosi è sicuro: «Mister Diana ridarà carica alla Reggiana»
Il direttore sportivo sul mercato: «Abbiamo un paio di mesi. Ora il foglio è bianco ma con il tecnico stiamo già lavorando»
REGGIO EMILIA. La scelta dell’allenatore è quella più difficile, di maggior responsabilità, da non sbagliare assolutamente. Almeno nella visione che del calcio ha Doriano Tosi. Il diesse granata spiega le ragioni che lo hanno portato ad individuare in Aimo Diana il nuovo timoniere granata. «Cercavamo un allenatore in fase di crescita, propositivo sul piano del gioco, che cerchi la vittoria con un calcio offensivo, che fosse in grado di ridare un poco di gas a tutto l’ambiente un poco scosso dalla retrocessione, Diana risponde appieno a questo profilo, sono molto soddisfatto di aver ottenuto la sua firma e me ne assumo tutte le responsabilità».
Quanto ha pesato nella scelta il fatto che tatticamente percorre il solco di Alvini, adotti di preferenza il 3-4-1-2?
«Più che una questione di modulo, è un fatto di principi di gioco, con 14 giocatori contrattualizzati che vengono da due anni di esperienza con un determinato canovaccio, ci è sembrato logico scegliere chi fosse in sintonia con determinati concetti, non dover stravolgere il tutto».
A proposito di mercato. Venturi, Kirwan, Espeche e Martinelli sono in scadenza.
«Adesso il foglio è bianco, da oggi, anzi a dire il vero è da un po’ che ci sentiamo, a volte si scarica anche la batteria del cellulare, con Diana approfondiremo i discorsi, faremo le nostre valutazioni, tenendo presente un paio di considerazioni».
Quali?
«La prima è che vogliamo costruire una squadra da primi posti, che dovrà essere un mix di gioventù ed esperienza, con giocatori di categoria che rispondano a determinati requisiti. La seconda che dipende molto da quel che offrirà il mercato, noi non siamo in condizione di dire vogliamo quello e ce lo andiamo a prendere, noi possiamo tracciare profili, caratteristiche tecniche poi bisognerà vedere quel che è disponibile ».
Differenze o analogie con il mercato scorso?
«Totalmente differenti, un anno fa siamo stati condizionati dai tempi molto ristretti, dall’incognita sulle risorse su cui contare per via della pandemia che ha azzerato gli incassi dal botteghino e poi un senso di gratitudine verso chi aveva ottenuto una promozione non programmata. Quest’estate il lasso per costruire la squadra è di un paio di mesi».
In casa granata si parla di stagione del riscatto. Vuol dire serie B?
«La Reggiana deve avere nella B il suo habitat naturale, per cui riscatto ci sarà solo quando- spero presto- saremo promossi». —
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