Gli affari d’oro degli agenti finiscono nel mirino di Report
Il servizio su parcelle e rapporti opachi. Raiola: «Falsità»
LA POLEMICA
Il mondo dei procuratori si arrabbia e si interroga, dopo l’inchiesta di Report. Il popolarissimo programma di Rai3 ha dedicato infatti ampio spazio al mondo degli agenti dei calciatori, che muoverebbero, secondo Report, qualcosa come 140 milioni annui di sole “parcelle” per la compravendita di calciatori. C’è tutto un mondo più o meno sotterraneo che dipinge comportamenti molto spesso al limite, e anche oltre. Si racconta ad esempio come a pochi giorni dal calcio d’inizio degli Europei l’azzurro Gianluca Scamacca e il giocatore della Juventus Dejan Kulusevski annunciano l’intenzione di lasciare i loro agenti. A convincerli a cambiare sarebbero stati, dice Report, Daniele De Rossi e Leonardo Bonucci. Mentre per l’assistente allenatore della nazionale, De Rossi, non sarebbero emerse prove degli avvenuti contatti con Scamacca, per Leonardo Bonucci, stando alle fonti della trasmissione, sarebbe avvenuto un incontro con il giocatore negli spogliatoi. E poi forti somme di denaro e regalie offerte dai procuratori per arruolare i giocatori nella propria scuderia. Normale routine, a sentire le testimonianze degli intervistati. Una guerra combattuta tra agenti per accaparrarsi il maggior numero di mediazioni.
Nel mirino, ovviamente, è finito anche il re degli agenti, Mino Raiola, titolare di una società con sede a Malta. Questo, sempre secondo Report, gli permetterebbe di avere enormi vantaggi fiscali, con una tassazione del 5%. A patto che la società però operi a Malta. Report avrebbe scoperto che in realtà Raiola ha la residenza a Montecarlo, conclude gli affari in Italia e fattura a Malta. Oltre la società di Mino Raiola, a Malta ha sede anche la “Sovi International”, che fa capo a un altro dei big del settore Federico Pastorello, che nel 2020 ha fatturato 29 milioni in commissioni con la sua scuderia.
«È una vergogna che la televisione di Stato, usando soldi pubblici, crei fake news – la dura reazione di Raiola –. La Rai dovrebbe essere garante di un giornalismo serio e responsabile. Invece è stato mandato a Malta un giornalista che ha raccontato tante falsità e non ha saputo o voluto trovare il giusto indirizzo della mia società, nonostante lo stesso abbia consultato, come da screenshot mostrato nell'anteprima video diffusa, il registro del commercio di Malta dove l'indirizzo riportato è corretto. Questo “errore” è inaccettabile, getta ombre sulla mia reputazione». —
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