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Una mostra dedicata al Brescello che arrivò a sfiorare la promozione in B

andrea vaccari
Una mostra dedicata al Brescello che arrivò a sfiorare la promozione in B

L’iniziativa dei tifosi gialloblù che a metà degli anni Novanta  crearono i North Boys per seguire Bertolotti e compagni in tutta Italia 

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l’evento

andrea vaccari

Proviamo a immaginare una squadra di un paesino di provincia di 4mila anime, che va a giocarsi la semifinale playoff di C1 in uno stadio da 25mila posti, con meno di 100 tifosi al seguito, contro una squadra abituata a ben altri palcoscenici. I supporter si posizionano in curva ospiti, praticamente deserta, e srotolano uno striscione gigantesco che recita: “Comunque vada…beviamoci sopra”. Uno slogan che racchiude l’essenza, lo spirito di quei ragazzi della bassa catapultati in un mondo che fino a qualche anno prima rappresentava solo un sogno. Se a tutto questo aggiungiamo che la dea Eupalla – ci perdoni Brera, ma siamo nella bassa e la citazione mitologica calza a pennello - ci mette lo zampino e fa in modo che la squadra del paesello (il Brescello), a due minuti dalla fine, batta lo squadrone costruito per andare in B (il Pisa), si capisce perché quello striscione finirà su tutti i giornali sportivi dell’epoca. Una maglietta celebrativa di quella giornata – era il 4 giugno 2000 - sarà uno dei gadget in vendita nella mostra che si terrà sabato e domenica negli spazi espositivi di via Cavallotti 3/5, dal titolo “Brescello: la sua squadra e i suoi tifosi”, pensata e allestita dall’associazione “Incia Brixellum”.

I NORTH BOYS

L’idea di una mostra che celebrasse il Brescello e i suoi tifosi è maturata nei mesi di lockdown, quando i ragazzi che nel 1994 fondarono i “North Boys” diedero vita ad un amarcord del periodo in cui la squadra gialloblù raggiunse l’apice della propria storia e i tifosi del paese la seguivano in tutta Italia. Se da un lato, il reperimento di materiale legato alla squadra non è stato complicato (maglie, palloni, coppe, foto e gagliardetti), grazie anche alla collaborazione della Polisportiva Brescello, che ha spalancato agli organizzatori le porte della sede, trovare foto delle curve dell’epoca è stato più complicato. Determinante è stato l’apporto di tanti cittadini che hanno svuotato i bauli delle proprie soffitte e messo a disposizione tante belle immagini, che hanno permesso di ricostruire la storia del tifo organizzato brescellese dal 1979 (quando nacque il Cuge, il Commando ultrà gradinata est) al 2002.

IL CIMELIO

Uno dei pezzi forti dell’esposizione sarà un paio di scarpe, dietro alle quali si cela una delle storie che hanno contribuito a portare in auge il nome del Brescello. Si tratta delle Mercurial Vapor R9 indossate dal “codino” Corrado Oldoni, ala destra ricordata da queste parti con grande affetto sia per le doti tecniche che per un gol al fotofinish contro la Massese che regalò la salvezza al primo anno di C1. Il “sosia” di Baggio ebbe l’onore di fare da tester per conto della Nike, che nell’estate 1996 aveva la propria sede a Reggio Emilia, e che scelse il Brescello – vicina a casa e lontana dai palcoscenici di lusso – per sperimentare nuovi prodotti e soluzioni tecniche. I gialloblù divennero così i primi in Italia a vestire Nike nel calcio, e tra i prodotti da provare rientrarono anche queste scarpe che verranno poi indossate da Ronaldo il Fenomeno, che sbarcherà all’Inter un anno dopo. Oldoni sarà individuato dalla Nike come “cavia” grazie allo stesso numero di piede del giocatore brasiliano e ad una simile stazza fisica.

RISULTATI storici

Quella del Brescello di Amadei, oggi patron granata, è stata una cavalcata trionfale. Doppia promozione dai Dilettanti alla C1, tra 1993 e 1995, permanenza in terza serie per sei stagioni, dal 1995 al 2001, poi serie B sfiorata nel 2000 (con pareggio subìto al sesto minuto di recupero nella sfortunata finale del Bentegodi contro il Cittadella) e, in mezzo, anche uno storico pareggio con la Juventus stoppata al Giglio (1-1) nei 16esimi di finale della Coppa Italia 1997/98 e una sonora sconfitta (4-1) rifilata nel derby alla Reggiana.

IL SUPERTIFOSO

Tra le persone che visteranno la mostra questo weekend ci sarà anche il “supertifoso” Agostino Poli – 87 anni da compiere a giorni – figura a dir poco mitologica di quegli anni, sempre presente sulle tribune in casa e fuori a incitare la squadra con il celebre “Uno, due, tre: Bre-scel-lo, Bre-scel-lo”. A Poli, gli organizzatori hanno fatto pervenire un invito personale. «Sono stati anni meravigliosi se escludiamo la finale di Verona. A chi sono rimasto più legato? Talignani e Pompini come giocatori e D’Astoli come mister. Il ricordo più bello? La festa per la conquista della C2 celebrata nel mio garage, con tutti i giocatori». Oggi Poli segue ancora il Brescello, ma nel suo cuore c’è spazio anche per la Povigliese, dove milita il nipote Matteo Pelagatti. «Il mio sogno è vederlo indossare la maglia gialloblù». —

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