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LO SCUDETTO DI BOLOGNA 

Basket city è tornata Capolavoro Djordjevic: accanto a Teo e Beli la rivelazione Pajola

Basket city è tornata Capolavoro Djordjevic: accanto a Teo e Beli la rivelazione Pajola

Clamoroso cappotto alla favoritissima Olimpia Milano Un cammino perfetto nei playoff, gioia dopo vent’anni 

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BOLOGNA. E' stata piccola, piccolissima, la notte della Bologna bianconera. Era da poco suonata l'ultima sirena alla Segafredo Arena - con il tabellone luminoso a inchiodare il 73-62 della Virtus sull'Olimpia - che il popolo della Vu Nera è uscito di casa, con il televisore ancora acceso, per celebrare sotto i portici il ritorno dello scudetto in città a vent'anni di distanza dal Grande Slam firmato da Ettore Messina.

Il nemico di oggi. Cuore della Virtus-Mania, la piazza più piazza di tutte: Piazza Maggiore colorata dai fumogeni. Riempita dai cori di migliaia di persone ebbre di gioia - e incuranti dell'Italia del pallone in campo con la Turchia - per quel tricolore, il sedicesimo della storia che sembrava così lontano e difficile da riportare sotto le Due Torri. Invece, con un 4-0 secco rifilato a Milano la Virtus ha mandato indietro le lancette della storia, per il successo più inatteso e forse più gioioso di sempre. Se era quasi scontato vincere con in campo Rigaudeau, Ginobili, Jaric, Griffith, Abbio, Frosini e compagnia bella meno lo era con un squadra dal talento diffuso, quello dei due 'dioscuri' serbi Teodosic e Markovic e di Belinelli da fondere con un drappello americano trascinato dalla tecnica sopraffina di Weems e da una classe operaia italiana guidata da Pajola, Ricci, capitano dalla gavetta infinita, Abass e Tessitori. Tasselli di un mosaico che coach Djordjevic ha lucidato giusto in tempo per il 'gran ballo' dei play-offs. Incredibilmente bello dopo che la sua squadra aveva inghiottito l'amaro calice dell'eliminazione dalla Coppa Italia e quello amarissimo dell'uscita dall'Eurocup a un passo dalla finale e dal ritorno in Eurolega. E' lui, l'allenatore serbo - esonerato a dicembre dopo una sconfitta casalinga con Sassari e rimesso in panca nemmeno 24 ore dopo - l'artefice di un meccanismo perfetto che ha stritolato tutti con una difesa ferrea propellente ideale per la fantasia, in attacco, di Teodosic, uno che smazza assist con la semplicità di chi scarta una caramella a coinvolgere l'intero gruppo. Già perchè se Re Milos, è stato votato Mvp di Eurocup e della finale dei play-offs, nella Bologna che festeggia lo scudetto hanno brillato anche Markovic e Belinelli, Weems - perfetto in gara 3 e gara 4 - e, soprattutto, Pajola. Eletto miglior under 22 del campionato, ha chiuso l'ultima gara di stagione con 8 punti, 7 recuperi, 5 rimbalzi e 4 assist interpretando il ruolo di giocatore totale.

In attesa di capire cosa sarà di Djordjevic in scadenza di contratto - «non so niente, in questo momento lasciatemi toccare la coppa», ha detto a caldo, la Virtus riceverà in settimana, dal sindaco, la 'Turrita d'argentò, la massima onorificenza cittadina e inizia a sognare ancora più in grande con il patron Massimo Zanetti. Quando rilevò il club nel 2017 parlò di scudetto in 5 anni.

I suoi ragazzi ne hanno impiegati 4. Ora il prossimo obiettivo: entrare in Eurolega. —

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