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Scappini non vede l’ora di tornare «Voglio esultare sotto la Sud»

nicolÒ valli
Scappini non vede l’ora di tornare «Voglio esultare sotto la Sud»

L’intervista all’attaccante protagonista con il Modena nell’ultima stagione 

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l’intervista

nicolÒ valli

Durante la scorsa stagione qualche tifoso l’ha rimpianto, considerato il magro bottino degli attaccanti granata. Del resto Stefano Scappini è uno che il gol ce l’ha nel sangue, e che nella promozione di due campionati fa è stato determinante. Poi la scelta di non puntare su di lui ed il prestito a Modena, esperienza condita da sei marcature personali. Adesso il ritorno alla base, a quella Reggiana che ne detiene ancora il cartellino.

Scappini, soddisfatto dell’annata in gialloblu?

«Prima di tutto sono contento perché sono quasi sempre stato a disposizione senza infortuni. A livello complessivo abbiamo fatto 70 punti e ai playoff siamo usciti all’ultimo minuto contro l’Albinoleffe; dei sei gol non posso essere pienamente felice, ma tutti i miei compagni di reparto si sono trovati nella stessa situazione».

Nella serie B dell’anno scorso i giocatori offensivi granata non hanno fatto di meglio. Ha seguito le vicende della squadra?

«Sì, anche se mi sono concentrato sul mio lavoro. È stata un’annata particolare e sfortunata, adesso è tempo di pensare al futuro».

È pronto per tornare a Reggio?

«Sono molto carico. Le valutazioni spetteranno allo staff tecnico e alla società, ma mi hanno parlato molto bene di Aimo Diana e sono curioso di mettermi alla prova».

Che allenatore si aspetta?

«Come giocatore merita solo applausi per la carriera che ha fatto; purtroppo non siamo riusciti ad incontrarci alla Sampdoria: due anni dopo la sua partenza ho vinto infatti lo scudetto Primavera coi blucerchiati. Come tecnico è giovane, ha entusiasmo e cerca di sviluppare un calcio propositivo».

Questa volta, salvo colpi di scena, salirà in ritiro. Si è chiusa la ferita della scorsa estate, con lei e altri atleti costretti ad allenarsi con i giovani?

«Certamente non è stato un momento facile, ma le cose si accettano. Capisco anche la società che si è trovata a programmare una serie B in 15 giorni e ha dovuto fare delle scelte velocemente».

Il club vuole tornare il prima possibile in via Agosti. Quanto è importante per un giocatore avere una sede unica dove allenarsi?

«È fondamentale avere una cosa propria. La Reggiana con via Agosti ha un patrimonio incredibile, tra i centri sportivi più grandi d’Italia. Ci vorrà tempo perché non è una cosa che si fa da un giorno all’altro, ma per un giocatore non sarebbe un aspetto irrilevante».

Rivedrà i tifosi, il vero dodicesimo in campo.

«Per l’ultimo mio gol in granata a Salò c’erano 500 tifosi, poi è cambiato il mondo e da quel momento abbiamo sempre giocato a porte chiuse. Io di nuovo a esultare sotto la Curva Sud? Magari, non vedo l’ora...». —

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