Per i granata si profila una sfida con la Viterbese di Romano
Luigi Cocconcelli
REGGIO EMILIA. Espressi gli ultimi verdetti, ora il campo della prossima serie C è completo. Salvo defezioni o estromissioni. Entro il 28 giugno occorre presentare domanda di iscrizione accompagnata da garanzia fideiussoria di 350 mila euro e relativa documentazione attestante il saldo degli emolumenti ai tesserati.
La Covisoc si esprimerà entro l’8 luglio. Il 19 luglio il quadro sarà definitivo e non ci sarà più spazio per eventuali ricorsi.
Qualche nube si staglia sul futuro del Teramo: il presidente ha detto che l’iscrizione è in dubbio. Sembra invece rientrato l’allarme in casa Lecco. In cima all’eventuale graduatoria per la riammissione ci sono il Fano, seguito da Pistoiese, Bisceglie, Lucchese e Ravenna. Situazioni da monitorare quelle del Catania, che si trascina un fardello pesantissimo di debiti pregressi e in misura minore del Potenza: le altre paiono in condizione di superere l’esame della Covisoc.
La novità degli ultimi giorni è il trasferimento del Matelica ad Ancona, un’operazione che ricalca un poco quanto avvenuto anni fa tra Giacomense e Spal.
La lega ha disposto la suddivisione dei gironi per un criterio geografico orizzontale, per ragioni squisitamente economiche, di contenimento dei costi. Per la Reggiana, va detto, sotto questo aspetto cambia poco o nulla, recarsi a Grosseto invece che a Trieste, per fare un esempio, non fa poi una gran differenza.
Dal punto di vista logistico la trasferta di Olbia, da farsi necessariamente in aereo, è quella più impegnativa. E qua c’è una prima incognita. La società sarda per spostarsi avrà bisogne dell’aereo ed allora, se la collocazione geografica naturale è il raggruppamento centrale, potrebbe chiedere l’inserimento in quel nord, proprio per la maggior dotazione di scali. In quel caso a fargli posto sarà il Mantova. L’altra incognita, per la Reggiana, è rappresentata da chi la spunterà tra abruzzesi e laziali. Vediamo il perché. La Viterbese non può finire in un girone diverso da Monterosi, sarebbe come dividere Fiorenzuola e Piacenza, Modena e Carpi. Sia pure di poco, Viterbo è più a sud di Pescara, quindi sarebbe naturale e logica una collocazione laziale nel girone meridionale, se non fosse che così facendo, rimarrebbero divise le 3 abruzzesi. Teramo e Pescara di qua, Francavilla di là, privando questi dell’incasso del derby. Da alcune indiscrezioni pare che la Viterbese sarà nello stesso girone della Reggiana. Si annuncia dunque un “derby” con l’ex vicepresidente granata Marco Arturo Romano, che ora guida i laziali.
Se dal punto di vista dei costi per la Reggiana poco cambia, diverso è il discorso tecnico. Diciamoci la verità, per lei è un bene essersi liberata di Padova, FeralpiSalò e Triestina, realtà che non nascondono ambizioni quanto meno di playoff. Presto per dirlo, ma si profila un bel duello, promozione tra lei ed il Modena, con l’Entella ed eventualmente il Pescara, nel ruolo di terzo incomodo. —
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