Aldini, 19 anni, giocherà nella Trieste dei 17 scudetti
Nicolò Rinaldi
CASALGRANDE. Enrico Aldini spicca il volo: il talentoso classe 2002 lascia la Pallamano Spallanzani Casalgrande dopo 8 anni, per trasferirsi nelle fila di Trieste. Fino a poche settimane fa, il giovane pivot azzurro ha furoreggiato nella Modula di A2 e nella Padana Under 19: ora nel suo futuro c'è la massima divisione, che lui disputerà con la casacca più blasonata del panorama italiano maschile.
«Lo so, è una sfida - commenta Enrico - Sono pronto a vivere questa grande occasione con umiltà e tenacia».
La sua nuova squadra sarà guidata dal celebre allenatore sloveno Fredi Radojkovic: qual è l'impostazione di lavoro che si aspetta di trovare?
«Radojkovic punta molto sulla tecnica: dunque, le sue indicazioni mi aiuteranno parecchio a centrare costanti miglioramenti. Inoltre, la forte fiducia che la dirigenza mi ha accordato costituisce un ulteriore valido motivo per impegnarsi con notevole slancio».
Trieste è abituata a puntare in alto: sarà così pure nella prossima stagione?
«Stiamo parlando di una realtà che ha vinto 17 scudetti e 6 edizioni della Coppa Italia, ma storia e attualità non vanno confuse. La società è all'opera per portarci a recitare un ruolo di buon livello, e ne parlo a ragion veduta: conosco già alcuni ragazzi come ad esempio Giacomo Hrovatin, che gioca insieme a me nella Nazionale Under 19. Tuttavia, prima di elaborare pronostici bisognerà conoscere l'esatta conformazione degli organici avversari».
Tra le vostre rivali figura pure Rubiera: che tipo di orizzonti intravede per i Vikings?
«Rubiera e Carpi sono neopromosse, ma guai a prenderle sottogamba: credo proprio che entrambe possano costruire terreno fertile per compiere un cammino di spessore e ben lontano da qualsiasi forma di timore reverenziale».
A Trieste si occuperà solo di pallamano?
«No. A breve mi iscriverò all’Università, scegliendo una facoltà nell'ambito dell'ingegneria».
In chiave futura, lei immagina un rientro a casa?
«Ho siglato un accordo triennale: di conseguenza, da qui alla primavera 2024 rimarrò concentratissimo sull'obiettivo di fare bene con la maglia giuliana. Detto questo, resto davvero grato a tutto il Gs Spallanzani: un ritorno alle origini non è certo da escludere a priori, specie se Casalgrande salirà in A1».
Tra l'altro, il trasferimento di Aldini alla blasonata squadra triestina riporta alla mente quello che ha visto protagonista un altro giocatore del territorio casalgrandese.
Nel gennaio 2008, Enrico Mammi lasciò momentaneamente la Pallamano Rubiera per approdare proprio a Trieste: gli alabardati ottennero la promozione in seconda serie, anche grazie al contributo fornito dal centrale di Salvaterra. —
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