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Costa appende le scarpe al chiodo: «Voglio allenare»

GianMarco Regnani
Costa appende le scarpe al chiodo: «Voglio allenare»

Il difensore granata nello staff tecnico dell’Under 17 

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L’INTERVISTA



Dopo 17 anni passati perlopiù tra serie A e serie B, Andrea Costa annuncia l’addio al calcio. Lasciando da dove aveva cominciato. Farà l’allenatore, partendo dalle giovanili granata.Tra la prima e la seconda esperienza in granata, Costa ha vestito le maglie di Bologna, Reggina, Sampdoria, Parma, Empoli e Benevento collezionando 349 presenze da calciatore professionista: 181 in A (6 gol), 134 in B (2 gol) e 34 in C (1 gol). Reggio è ancora nel suo futuro: nella prossima stagione ricoprirà il ruolo di collaboratore tecnico nell’Under 17: «A 35 anni non sono più un ragazzino e ho sempre detto che avrei giocato fino a quando sarei riuscito a dare tutto quello che ho. Quella di ritirarmi è stata la decisione giusta da prendere, maturata già da tempo».

Ha iniziato e concluso la sua carriera con la stessa maglia…

«Questo per me è un motivo di grande orgoglio e il giusto epilogo di una carriera di cui vado fiero. Gli ultimi due anni in granata, al di là della retrocessione, sono stati meravigliosi. Tornare a casa e vedere riaffiorare l’entusiasmo sopito tra i tifosi è stato come vivere un sogno».

Poche settimane dopo ci fu il suo passaggio al Bologna, e da lì la sua carriera prese una bella svolta…

«A mister Ulivieri devo molto: ebbe molta considerazione di me e mi porto con sé in tanti posti. Il gol decisivo a San Siro contro il Milan nel 2012, quando giocavo per la Sampdoria, è stato forse l’apice del mio percorso da calciatore».

Nel 2019 una scelta di vita: il ritorno a Reggio.

«Tornare a vivere nella mia città, passare più tempo con la famiglia e vincere subito riportando la Regia in B dopo 21 anni è stato bellissimo. Il ricordo della sera del 22 luglio 2020 lo porto nel cuore».

Peccato per il repentino ritorno in Serie C.

«La retrocessione può solo stimolare a fare le cose in maniera migliore in futuro. Avere calcato i campi della B anche solo per una stagione penso che abbia comunque giovato alla Reggiana».

Si poteva evitare questo epilogo?

«Per una squadra che si deve salvare i dettagli fanno la differenza e tante situazioni, anche per colpa nostra, non sono state favorevoli».

Quale futuro si immagina per la Reggiana?

«So che Diana è un ottimo allenatore. Reggio è una piazza importante, credo che potrà fare bene».

Adesso per lei inizia una nuova avventura, sempre in granata.

«Non posso ancora allenare, per questo farò il collaboratore, ma intanto mi sono iscritto ad un corso a Coverciano e spero presto di poter allenare i ragazzi. Se le cose andranno bene continuerò su questa nuova strada, altrimenti lascerò perdere. Ma l’idea è quella di andare avanti per un po’…».

A chi si ispira l’allenatore Costa?

«In tanti anni di carriera ho cercato di assimilare concetti e idee di calcio da tutti gli allenatori che ho avuto. Ho apprezzato gli insegnamenti di Alvini negli ultimi anni, ma devo molto anche ad Ulivieri e Giampaolo».

Si discute tanto della mancanza di appeal del Settore Giovanile granata: lei che ora ne fa parte cosa ne pensa?

«Vedere una squadra come il Sassuolo che cerca di portare nella sua rete tante società credo che possa servire da stimolo al nostro Settore Giovanile. La Reggiana deve pensare a se stessa e tornare ad essere un punto di riferimento per i ragazzi di Reggio e provincia».



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