Oltre sette milioni per l’immediato ritorno in B Reggiana, sui conti pesa l’incognita biglietti
Molto dipenderà da quanti se ne potranno vendere: e mentre la capienza resta ridotta, l’affitto per lo stadio aumenta
Wainer Magnani
REGGIO EMILIA. Dopo aver ripianato il disavanzo di gestione della stagione 2020/21 e preparato le carte per l’iscrizione al prossimo campionato di serie C (i termini scadono lunedì) i consiglieri della Reggiana si sono ritrovati per fare il punto della situazione sulla gestione per la stagione 2021/22.
La filosofia di mercato della società è quella di rinunciare al minutaggio per l’utilizzo dei giovani e anche alla valorizzazione dei prestiti dei giocatori provenienti dalle squadra Primavera dei club di serie A. La Reggiana di Aimo Diana sarà una squadra esperta e di gente navigata in serie C per tentare l’immediata risalita in serie B.
È il ritorno nella cadetteria il miglior investimento per la Reggiana e lo conferma anche il modesto disavanzo di gestione del campionato scorso, anche se in corso di stagione i soci avevano provveduto a finanziare la società con sponsorizzazioni e capitali in conto prestiti.
SFORZO ECONOMICO
Per comprendere lo sforzo economico che la Reggiana ha messo in preventivo per il prossimo campionato facciamo un confronto con i numeri certificati dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020 vale a dire la stagione che ha visto la Reggiana vincere i play off e tornare in serie B con il budget di previsione per la stagione 2021/22.
Un bilancio della stagione 2019/20 che si è chiuso con una perdita di 1 milione e 311.658 euro, generata da ricavi pari a 3 milioni e 217.535,00 euro con costi pari a 4 milioni e 529.193 euro. Per vincere i play off, la Reggiana ha sostenuto costi per 4,5 milioni nella stagione 2019/20 mentre nel bilancio di previsione per la prossima stagione sono stati ipotizzati costi che oscilleranno dai 7 ai 7,5 milioni di euro. In pratica si pensa di andare a spendere quasi il doppio e di questi, il 70% di queste spese sarà sostenuto per la prima squadra (stipendi giocatori e staff tecnico). In questo contesto incidono per 2 milioni e 600mila euro i 14 giocatori che sono attualmente sotto contratto. Parliamo di costo azienda: l’ingaggio netto va moltiplicato per il 125%.
IL TESORETTO DEL DS
Accanto a questa cifra “blindata” se non vi saranno delle cessioni, al ds Doriano Tosi è stato messo a disposizione un altro tesoretto per l’ingaggio di altri 10/11 giocatori per completare l’organico per un costo azienda di circa 1,5-2 milioni di euro in relazione anche all’eventuale costo d’acquisto del cartellino. A questa voce occorre poi aggiungere il costo dello staff tecnico che si è dimezzato rispetto allo scorso anno ma incide pur sempre in modo considerevole.
La principale voce dei ricavi nella stagione 19/20 è stata rappresentata dai proventi da sponsorizzazioni pari a 2 milioni e 285.378 euro, segue la quota abbonati (373.894 euro) e la biglietteria (220.645 euro) per un totale di quasi 600mila euro.
SENZA ABBONAMENTI
I contributi Lega ammontavano a 231.730 euro. In totale quindi i ricavi sono stati di 3,2 milioni. Per la prossima stagione la Reggiana ha messo in preventivo ricavi da sponsorizzazioni per 2 milioni di euro ma resta la grande incognita degli incassi al botteghino dato che si partirà con una capienza al 25% anche se il presidente Salerno spera di poter arrivare al 40%. Non si potranno, però, fare abbonamenti. L’unica nota aggiuntiva sono i 900mila euro derivanti dal “paracadute” per le squadre retrocesse dalla B per arrivare a una quota di ricavi di 3 milioni di euro più una cifra ipotetica per gli incassi al botteghino che non si può ora quantificare. Nella stagione 2019/20, sempre in serie C, il disavanzo di gestione è stato di 1,3 milioni di euro mentre per il prossimo anno l’ipotesi è di arrivare a raddoppiare questo deficit sia per i mancati introiti, sia per l’esposizione a favore degli investimento nella prima squadra.
I costi fissi, però, rimarranno inalterati anzi saranno leggermente aumentati perché l’affitto dello stadio, ad esempio, passerà da 222mila nel 2019/20, a 260 mila nel 2020/21 a 280mila euro nella stagione 2021/22.
Resta da capire quale sarà il costo di gestione delle partita, vale a dire biglietteria e steward perché a fronte di una riduzione della capienza ci sarà un aumento del numero di addetti.
Nell’ultima stagione di serie C il club ha dovuto sostenere costi amministrativi per 433.725 euro che comprendono i costi per rilascio fidejussioni, provvigioni ad intermediari, costi di consulenze varie, costi dei procuratori sportivi e costi dei servizi tecnico-amministrativo.
Inoltre erano a bilancio i costi per 340mila euro per compensi settore medico sanitario; consulenti esterni afferenti l’attività sportiva; rimborsi spese riconosciute ai tesserati e volontari anche del settore giovanile; vitto, alloggio e locomozione gare esterne della prima squadra e del settore giovanile. Costi che la società sta cercando di limare. I costi fissi sono tasse d’iscrizione per 268 mila euro e ha dovuto riconoscere 45mila euro alle squadre avversarie come percentuale sugli incassi. Esborso che al momento non è previsto.
Salerno e soci stanno anche cercando di limare i costi del personale che due anni fa ammontava a 209mila euro così come sarà abbattuto l’affitto dei campi che era stato di 66mila euro. —
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