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Il Covid è costato al club oltre un milione di euro

Linda Pigozzi

Oltre ai mancati incassi, la Pallacanestro Reggiana ha dovuto sborsare cifre ingenti per tamponi e sanificazioni

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Linda Pigozzi

REGGIO EMILIA. Ammonta a oltre un milione di euro l’impatto della pandemia sulle casse della Pallacanestro Reggiana.

Il dato, relativo alla sola stagione 2020/21, si compone sia dei mancati incassi nelle gare interne dei tre tornei disputati in stagione dalla Unahotels ha giocato (Supercoppa, campionato di serie A e Fiba Europe Cup), ma anche da tutti i costi sostenuti dal club per tamponi, sanificazioni degli ambienti e spese sanitarie in generale.

Nel piena dell’estate scorsa la società aveva disposto il trasferimento del team all’Unipol Arena nella speranza di poter accogliere un numero maggiore di tifosi rispetto al Bigi e aveva approntato anche la campagna abbonamenti, poi mai lanciata a causa delle restrizioni relative alla capienza degli impianti. Dopo le gare di Supercoppa e le prime partite di campionato in cui il pubblico era presente - seppure con percentuali basse - le porte dei palasport sono state chiuse dai decreti governativi e il resto della stagione regolare della serie A per i biancorossi s’è svolto senza la presenza dei tifosi.

Nell’ultima stagione la Unahotels ha giocato anche la coppa Fiba, le cui gare interne avrebbero nei piani dovute svolgersi al pala Bigi per consentire anche ai tifosi reggiani che non erano disposti a seguire la squadra a Casalecchio di poter applaudire dal vivo i biancorossi. A causa della pandemia, la prima fase è stata prima rinviata a gennaio, quindi il board Fiba ha disposto che tutto il torneo si disputasse in “bolle” sul modello NBA per ridurre al minimo i rischi di contagio, così che al club sono venuti a mancare anche i ricavi dei biglietti delle gare interne del torneo europeo.

Gli incassi da botteghino e gli introiti della campagna abbonamenti rappresentano la seconda voce nel bilancio della Pallacanestro Reggiana.

A fine stagione, il management ha quantificato in una cifra che va dagli 850 mila ai 950mila euro i mancati incassi da ticketing.

A questo già notevole colpo si sono poi aggiunte le spese per i tamponi, sierologici e antigenici, cui tutti i giocatori e lo staff tecnico e dirigenziale si sono dovuti sottoporre da regolamento Fip, 48 ore prima di tutte le gare ufficiali della stagione.

Non solo. I rigidi regolamenti anti-contagio prevedevano inoltre la sanificazione degli ambienti che hanno comportato ulteriori spese.

Altro denaro è uscito per poter assicurare camere singole in hotel a giocatori e membri dello staff, nella speranza di ridurre i contatti e, di conseguenza, i rischi. In più, dopo il focolaio scoppiato in squadra in autunno, i giocatori hanno dovuto effettuare nuovamente tutte le visite mediche e sottoporsi a nuovi giri di tamponi di controllo. Il tutto ha comportato un esborso extrabudget stimato in circa 150mila euro.

Se è di oltre un milione di euro l’impatto del Covid sulle casse reggiane, non è andata meglio alle altre società di serie A.

Secondo l’indagine condotta dall’agenzia Deloitte e pubblicata ieri dal Sole 24 Ore, nella stagione 2020/21 i mancati ricavi in tutta la serie A supereranno la cifra di 45 milioni di euro, inizialmente prevista.

Calcolando anche la stagione precedente interrotta nella primavera 2020 a causa dello scoppio della pandemia, i mancati ricavi toccheranno quindi la cifra di 80 milioni di euro. —

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