Si chiama Tyler Cain il primo “desiderio” del coach Caja
Il centro reduce da un’ottima stagione a Pesaro ha le caratterische che il gioco biancorosso richiede ma c’è anche la concorrenza...
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Un perno solido, affidabilissimo e apprezzato da coach Caja. Il nome di Tyler Cain, centro reduce da un’ottima stagione a Pesaro, torna ad essere avvicinato a Pallacanestro Reggiana, impegnata in questo periodo nella revisione dell’assetto societario prima di accelerare nella costruzione dell’organico per la prossima stagione.
La volontà di avere un giocatore affidabile vicino a canestro è certa, da un lato non dispiacerebbe proseguire il rapporto con Elegar, che però ha offerte e vorrebbe disputare una coppa europea. Dall’altro si valutano alternativa e il nome di Cain è uno dei primi della lista.
Si parla d’altronde di un lungo che negli ultimi quattro anni ha fatto decisamente bene in serie A, a Varese, Brescia e Pesaro, e un elemento che Caja conosce e stima, e che ai tempi della comune militanza difensiva aveva reso il fulcro del sistema difensivo.
Non un saltatore, né un super atleta, il centro Usa ha stazza, piedi discretamente rapidi e una notevole intelligenza nelle letture e nel capire i tempi di aiuto e di posizione per i rimbalzi. L’opposto di Elegar, per certi versi, ma l’efficacia non si discute. Reggio si è informata sull’atleta ma a oggi non vi sono trattative concrete, per questioni formali ed economiche. In primo luogo, Cain è legato a Pesaro per un’altra stagione, la seconda del contratto biennale siglato nel 2020, a cifre piuttosto impegnative. Il giocatore può esercitare una clausola di uscita con una penale non elevatissima attorno alla metà di luglio, e quindi la possibilità di liberarsi esiste. Ma, ovviamente, Cain la attiverebbe solo se vi fosse la certezza di trovare altrove un accordo di entità economicamente superiore a quello essere.
L’investimento da effettuare per puntare sul centro sarebbe quindi notevole, con la necessità di muoversi in un intervallo temporale piuttosto ristretto, quello concesso dalla clausola rescissoria. Un contesto che rende la manovra impegnativa e piuttosto complessa. D’altro canto, rimane indubbia la fiducia di Caja verso il lungo, con cui ha già lavorato e di cui ha massimizzato le doti, aprendogli la via a tappe prestigiose a Brescia, dove la società ha deciso di interrompere il rapporto prima di rimpiangere la solidità persa, e poi a Pesaro, con cui ha disputato la finale di Coppa Italia.
Di certo, la sua presenza sarebbe incompatibile con quella di Elegar, per ruolo e prima ancora per costi da sostenere per due atleti non intercambiabili. Diverso il discorso per Johnson, che ha un ingaggio decisamente più abbordabile e può essere schierato da ala forte senza problemi. —
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