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REGGIO EMILIA. Talento e carisma sono le cifre stilistiche del centralissimo Nicola Sesto, classe 1987 di Lamezia Terme riconfermato per il quarto anno nelle file della Conad Volley Tricolore.
La parentesi di due anni fa a Ortona i tifosi giallorossi non la ricordano nemmeno: il sindaco, così il suo soprannome all’interno della squadra, è subito rientrato nel progetto del coach Vincenzo Mastrangelo dove resterà anche per tutta la prossima stagione. «Sono molto contento ed emozionato per questa nuova avventura- commenta Sesto - la società mi ha dato tantissimo, sia in termini umani che in termini strettamente sportivi, e questo volermi per un’altra stagione ne è la prova. Il rapporto che si è creato con la città poi è qualcosa di straordinario e irripetibile, è davvero un piacere restare».
Il centrale di Lamezia è stato tra i protagonisti della scorsa stagione, salendo al momento giusto sfide cruciali di Coppa Italia come di campionato. «Quella dello scorso anno è stata una stagione a tratti indimenticabile in cui tutta la squadra ha tenuto livelli di eccellenza per gran parte della competizione – spiega Sesto – il lavoro svolto, a partire dal ritiro estivo, ha portato alla creazione di un gruppo squadra affiatato e motivato che ci tengo a portare avanti. Ho deciso pertanto di rimanere qui, per portare avanti con coerenza e professionalità un progetto in cui già dalla passata stagione credevo fortemente».
E sul coach Mastrangelo, Sesto dice: «Ho avuto l’onore di poter lavorare con lui e mi sono trovato davvero alla perfezione nonostante la stagione complicata sotto tutti i punti di vista. Ho tanta voglia di rimettermi in gioco ancora una volta, perché credo di poter ancora dare molto alla mia squadra, al mio pubblico e a questa meravigliosa società. Con la riapertura dei palazzetti spero e credo che moltissime persone torneranno a seguire Volley Tricolore fisicamente e non più da un freddo monitor. Il calore dei nostri tifosi è sempre stato il settimo uomo in campo e sarà emozionante tornare a giocare sospinti dal boato del proprio pubblico». —
Fra.Ma.
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