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lo sfidante di allora 

Marco Bortolotti lo portò al tie-break «Ma lui era già un campione, ora è fortissimo Contro Djokovic farà una grande partita»

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«Matteo lo conosco da tempo, ma sul campo l’ho incontrato soltanto quella volta, a Canali». Marco Bortolotti, 30 anni, è probabilmente il miglior talento tennistico espresso da Reggio. Ed è stato testimone diretto del talento di Matteo Berrettini quando, nel 2016 questi era uno dei talenti del Torneo “Camparini”, tradizionale vetrina dei tennisti emergenti che ogni anno porta a Reggio il meglio di questo sport a livello giovanile. Di quella partita, Marco sembra ricordare ogni momento. «Fu una bella partita, in cui Matteo mise in mostra quelle che sarebbero poi diventate le sue armi, ovvero il servizio e il dritto».

Non così perfetto era invece all’epoca il rovescio e fu proprio giocando su questo presunto punto debole che Bortolotti riuscì ad arrivare al tie-break, per poi essere comunque costretto alla resa. «In quei colpi si vedeva già il campione e soprattutto si vedeva il suo carattere la sua umiltà che poi sono le doti che , assieme agli insegnamenti di un big come Santopadre, lo hanno portato sino qui». Rispetto alla finale di oggi, Bortolotti non si sbilancia: «Djokovic lo conosciamo tutti. Mi auguro che, come ha già fatto a Parigi, Matteo riesca a metterlo in difficoltà, magari proprio con l’arma del servizio».

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