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L’Argentina e Messi sfatano il tabù: trionfo in Coppa America

L’Argentina e Messi sfatano il tabù: trionfo in Coppa America

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rio de janeiro. Fine della maledizione. Il titolo che Leo Messi inseguiva da anni con l'Argentina è arrivato. E ha ripagato l'attesa: la Coppa America vinta al Maracanà, nella casa del rivali di sempre. L'Albiceleste torna a vincere il torneo sudamericano per la prima volta dopo 28 anni, piegando il Brasile di Tite grazie alla rete di Angel Di Maria al 22'. Un successo che tra gli ingredienti ha anche un po' di Italia: l'assist è stato fornito dal centrocampista dell'Udinese De Paul, Mvp della finale, in campo c'erano anche l'atalantino Romero, il viola Pezzella e l'interista Lautaro Martinez. Ma alla fine i riflettori erano tutti per lui, Messi, che si inginocchia e mette le mani al viso per nascondere le lacrime al termine di un match poco spettacolare e combattuto a suon di colpi proibiti. Leo, all'età di 34 anni, ha sollevato il trofeo dopo quattro finali perse tra Coppa America e Mondiali. E lo ha fatto nello stadio in cui si inchinò con la nazionale nella finale del Mondiale 2014, contro la Germania. Una ferita che ancora brucia, per il popolo argentino. "È pazzesco. Non è possibile spiegare la felicità che sto provando. Ho provato tristezza altre volte, ma sapevo che ad un certo punto sarebbe successo. Sento che Dio mi stava preparando questo momento, contro il Brasile in finale e nel loro paese", ha commentato Messi. "Avevo bisogno di togliermi la spina per conquistare qualcosa con la nazionale. Il nostro obiettivo era chiaro e siamo stati riusciti a diventare campioni. Tante volte l'ho sognato. Ho detto a Di Maria che oggi si sarebbe preso la sua rivincita ed è andata così. Voglio condividerlo con quei compagni che tante volte ci sono andati vicini. Questo è anche per loro", ha proseguito. "Grande merito va al ct Scaloni. Ha sempre voluto il meglio per la nazionale. Ha saputo mettere insieme una squadra vincente". Messi gioca una gara più di sacrificio che di magie e rimane a secco, ma si aggiudica, con 4 gol, il titolo di capocannoniere in coabitazione con il colombiano Luis Diaz. In più, il capitano argentino ha sfornato anche cinque assist lungo il torneo. La 'Pulce' vince anche il titolo di miglior giocatore insieme al brasiliano Neymar, che vive una serata negativa: l'attaccante del Psg, ben controllato dalla difesa avversaria, non riesce mai a rendersi minaccioso e si lascia andare al nervosismo. —

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