«La sconfitta in finale brucia ma ora per la Chemco la serie A non è più un sogno»
La presidentessa castellese Simona Valeriani non si dispera dopo il ko con il Savona che ha negato al team la promozione in serie A2
quattro castella. «Vincere avrebbe rappresentato la classica ciliegina sulla torta a una grande stagione. Il pensiero corre ai dettagli che in un doppio confronto hanno fatto la differenza come i falli dubbi ed i tanti errori ai tiri liberi, ma non abbiamo rimpianti».
Simona Valeriani, numero uno di Puianello, traccia il bilancio di fine stagione dopo l’amaro epilogo del palaRegnani, con Savona ad esultare e a strappare l’ultimo pass per la serie A2.
La finale playoff persa dalle gialloblù può però rappresentare un punto di svolta per la società castellese, e anche per l’intero movimento femminile reggiano.
«La grandezza di un club non consiste nel risultato di una partita – continua la presidentessa – volevamo tutti vincere, io in primis, ma adesso abbiamo la consapevolezza che possiamo competere per certi traguardi. Contro Vado Ligure non c’era in campo solo Puianello, ma l’intera Reggio Emilia del basket: ne è prova la grande collaborazione fornita dalla Pallacanestro Scandiano e l’interesse di appassionati non necessariamente residenti nel nostro comune. Col senno di poi avremmo potuto giocare nel nostro palazzetto, ma anche in questo caso non abbiamo rimorsi perché abbiamo voluto dare l’opportunità alle nostre ragazze di scendere in campo davanti ai loro cari. Onore a loro, ma anche a noi».
Valeriani ripercorre poi le tappe di un campionato cominciato in primavera e che ha visto la Chemco partire a marce basse per poi prendere il volo arrivando sino agli ultimi possessi decisivi per il salto di categoria.
«È stata una stagione lunga e difficile – spiega – condizionata dal Covid e iniziata con grande entusiasmo a causa dell’arrivo di Chiara Pastore; per motivi personali Chiara ha deciso di abbandonare la squadra, ma insieme al nostro coach abbiamo deciso di non sostituirla. Non avere quasi mai potuto usufruire degli spogliatoi non ha aiutato, perché quello è un luogo in cui si fa gruppo. Il nostro team, comunque, era talmente compatto che non ne ha avuto bisogno: dopo Cavezzo la nostra annata è svoltata, e si è chiusa guardando la finale della Nazionale Italiana di Calcio; lo avevamo già deciso che a prescindere dall’esito della nostra gara avremmo voluto trascorrere anche quel momento tutti insieme. Nelle scelte future terremo come assoluta priorità il collettivo, ed è per quello che guarderemo prima alla persona e poi alla cestista».
«La certezza per il nostro progetto è l’allenatore Giancarlo Giroldi, mentre per le atlete ci stiamo lavorando ma ogni discorso è ancora prematuro. La società è solida e quello che prima era solo un sogno – chiude – adesso potrebbe anche diventare un obiettivo». —
N.V.
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