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Mohoric in fuga concede il bis Pogacar saldo in maglia gialla

Mohoric in fuga concede il bis Pogacar saldo in maglia gialla

Ancora uno show dei ciclisti sloveni e polemiche sui controlli a sorpresa Oggi la penultima tappa a cronometro, ma il verdetto finale sembra scontato

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PARIGI. La Slovenia continua ad essere la grande protagonista di quest’edizione del Tour de France. Dopo le tre tappe vinte da Tadej Pogacar, Matej Mohoric taglia per primo il traguardo nella diciannovesima tappa della corsa transalpina, la Mourenx-Libourne di 207 km, e concede il bis dopo il successo nella settima tappa alla vigilia delle Alpi. Il corridore della Bahrain Victorious si rende protagonista di una fuga a circa 25 km dall’arrivo e sbaraglia la concorrenza.

Emblematica la sua esultanza con il dito davanti alla bocca, come a voler zittire. Il riferimento è al blitz della gendarmeria, che due giorni prima aveva fatto irruzione nell’hotel del suo team per dei controlli a sorpresa. «Non riesco a crederci. Sapevo di avere delle buone gambe ma anche che sarebbe stata dura. Negli ultimi km ho pensato a quanto accaduto due giorni fa. È un bene che ci siano i controlli, ma le modalità vanno riviste», ha detto Mohoric.

Alle sue spalle Cristophe Laporte che ha vinto la volata con Casper Pedersen e Mike Teunissen. Nella classifica maglia verde, Michael Matthews sale a quota 269 punti, recuperando tre lunghezze dal leader Mark Cavanedish.

Nessuna novità invece nella classifica generale, con Tadej Pogacar saldo al comando. Lo sloveno, che si conferma maglia gialla, conserva 5’45” di vantaggio su Jonas Vingegaard e 5’51” su Richard Carapaz. Il miglior italiano resta Mattia Cattaneo 12° a 23’36” dalla vetta.

Il Tour de France 2021 si avvia verso la sua conclusione, oggi va in scena la ventesima e penultima tappa. I corridori si sfideranno nella cronometro individuale di 30,8 km da Libourne a Saint-Emilion.

«Alla fine non ce la facevo più, ho fatto veramente fatica ad arrivare al traguardo». Così Matej Mohoric ha commentato dopo la sua vittoria per distacco. «Pensavamo che la Alpecin e la Deceuninck Quick-Step avrebbero cercato di controllare la corsa – ha spiegato il campione nazionale sloveno – Quando ho visto che non era così ho detto che era meglio stare noi davanti noi. Ho parlato con i miei compagni di fuga, ci siamo detti che dovevamo mantenere alta la velocità, questo era il sistema migliore per far fuori le squadre dei velocisti che dovevano bruciare i corridori nel tentativo di inseguire». —

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