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Dal calcio passa al triathlon: Simone Zurlini vince la sfida

Aldo Spadoni
Dal calcio passa al triathlon: Simone Zurlini vince la sfida

Lo sportivo di Quattro Castella ha passato la vita con la palla sui campi dilettanti Ora è campione regionale dello sport multidisciplinare: «Qui non si molla mai»

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REGGIO EMILIA. Simone Zurlini, 31 anni, di Montecavolo di Quattro Castella, una vita sportiva ad alto livello nel calcio dilettantistico, è il campione regionale nella categoria S3 di triathlon, disciplina che prevede prove di nuoto, ciclismo e corsa.

Zurlini ha esordito a 6 anni nella Virtus Montecavolo e ben presto è passato prima alla Reggio Calcio, quindi a Traversetolo. Ha vestito le maglie di Campeginese, Borzanese e Cavriago (con quest’ultima conquistò una promozione). Ora invece fa parte della Polisportiva Galileo.

Simone come ti sei avvicinato al mondo del triathlon?

«Sono entrato a farvi parte grazie al mio coach Antonio Spina, che per me rappresenta una fonte di inesauribile ispirazione, sia a livello sportivo che a livello umano. Una persona che riesce a trasmettermi veramente tantissimo, oltre ad essere un grande professionista ed un ottimo allenatore. Il triathlon comunque era già nella mia testa da qualche anno, ne avevo già parlato con la mia famiglia, che mi segue con grande passione: l’avevo avvisata che una volta smesso con il calcio mi sarei dedicato a tempo pieno in questa spettacolare e durissima disciplina. Sicuramente il fattore squadra ha fatto sì che tutto questo fosse ancora più bello e ancora più motivante: infatti ringrazio la Galileo Triathlon, il suo presidente Paolo Vergalli e tutti i componenti di questa realtà, che non sono solamente grandi atleti, ma bellissime persone dal punto di vista umano».

Quale la differenza che hai trovato tra il praticare calcio e poi passare al triathlon?

«Il triathlon è una disciplina dove non ti regala niente nessuno, quindi devi lavorare ogni giorno duramente per divertirti e toglierti delle soddisfazioni. Il calcio sicuramente rimarrà nel mio cuore perché comunque è lo sport che ho praticato fin da bambino, uno sport che mi ha fatto conoscere tanti ragazzi e amici e che mi ha dato anche belle soddisfazioni a livello personale, quindi non lo potrei mai dimenticare».

Quali i sacrifici servono per eccellere in questa disciplina?

«I sacrifici sono tanti, dagli allenamenti quotidiani, all’alimentazione, fattore che per questo sport è fondamentale. Ogni giorno lavoro duramente su nuoto, corsa e bicicletta, con tabelle specifiche, facendo spesso allenamenti combinati per abituarmi alle varie discipline. Credo che praticare lo sport con il sorriso aiuti veramente tanto, che sia triathlon, calcio o qualsiasi altra disciplina se fatto con l’energia positiva e il giusto divertimento, possa diventare meno faticoso di quel che sembra».

Cosa ti affascina di più di questo sport?

«Sicuramente il fascino della gara, la preparazione, la tensione e il clima pre-gara, i luoghi e il pubblico sono un’insieme di fattori che veramente bisognerebbe viverli per poterli capire veramente. Il fatto di cimentarsi poi con atleti di altissimo livello, campioni e professionisti come Uccellari, Zontini e Botturini, ti riempie d’orgoglio e ti stimola a migliorarti ogni giorno di più». —

Aldo Spadoni

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