«Tante incognite per la ripresa ma la Povigliese sarà pronta»
Giovedì la squadra di mister Cristian Iotti sarà presentata alla Festa della Birra «Nella scorsa stagione avevamo posto le basi per una stagione da protagonisti»
POVIGLIO. Giovedi, in occasione della Festa della Birra che si svolge al campo Comunale, ci sarà la presentazione della Povigliese che prenderà parte al campionato di Prima categoria. «La Povigliese deve ripartire da ciò che avevamo costruito nella prima parte della passata stagione prima della sospensione - dice il tecnico Cristian Iotti - eravamo stati bravi a creare basi e presupposti per una stagione da protagonisti con un avvio caratterizzato da prestazioni e risultati importanti sia in campionato che in coppa, poi purtroppo sappiamo tutti come è andata. Dovremo ripartire da li, anche se siamo consapevoli che non sarà un impresa semplice».
È soddisfatto dell’organico a disposizione o ci sono reparti da completare?
«L’obiettivo che ci siamo dati assieme al direttore sportivo Maurizio Mori era quello di mantenere il più possibile intatto il gruppo dell’anno scorso e direi che siamo riusciti nel nostro intento. Ho voluto fortemente che rimanessero a Poviglio solo quei calciatori con le motivazioni a mille e sono soddisfatto che praticamente tutti abbiano risposto presente con grande entusiasmo e voglia di ripartire con la maglia della Povigliese. Abbiamo inoltre inserito qualche giovane che riteniamo di buona qualità e che valuterò durante la preparazione precampionato».
Cosa le ha chiesto la società?
«Non ci siamo posti nessun obiettivo in particolare. Ripeto: vogliamo ripartire da dove eravamo rimasti, sapendo che non sarà per nulla semplice perché molte squadre si sono notevolmente rinforzate e dopo un periodo di forzata inattività come quello che abbiamo passato le incognite possono essere molteplici. Dovremo solo ricominciare a lavorare a testa bassa e far parlare il campo, come sempre».
Quale sarà la maggiore incognita dopo tanti mesi di inattività?
«Ribadisco, le incognite possono essere tante, ma questo discorso vale per tutti, perché ripartiremo tutti da zero. Sarà fondamentale programmare una preparazione precampionato di qualità ed immedesimarsi immediatamente nel contesto della ripresa, con la differenza rispetto al solito che non siamo fermi da due mesi ma bensì da nove».
Avere confermato quasi in blocco la squadra dello scorso anno è un vantaggio oppure c’è il rischio di dare tutto per scontato?
«Credo di poter escludere che una mia squadra possa dare qualcosa per scontato, anche perché ribadisco che l’inizio della stagione scorsa, seppur ottimo, non rappresenta più nulla, questo sarà un altro campionato, un nuovo capitolo, e toccherà a noi dimostrare di essere all'altezza della situazione».
Che campionato si aspetta?
«Prima di tutto bisognerà capire come verranno strutturati i gironi, in ogni modo credo che a grandi linee le nostre avversarie saranno quelle dell'anno scorso e quindi mi aspetto un campionato difficile e pieno di insidie percé quasi tutte le squadre stanno facendo un mercato importante, per questa ragione dovremo farci trovare sul pezzo già dall’inizio».
Cosa le ha insegnato la nazionale di Mancini e questo Europeo?
«L’ottimo cammino dell'Italia in questo Europeo è la dimostrazione di ciò che sostengo da sempre, e cioè che il collettivo è più importante dei singoli, che il gruppo squadra viene prima del fuoriclasse fine a se stesso, perché è sempre la squadra che valorizza il singolo e non viceversa. Quindi ben vengano i calciatori di qualità ,che sono fondamentali, ma solo nel momento in cui si mettono con la massima umiltàe disponibilità al servizio del collettivo». —
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