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Il nuovo tecnico 

Diana non si tira indietro «Pressioni? Era ora»

Cristiana Filippini
Diana non si tira indietro «Pressioni? Era ora»

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il condottiero

Cristiana Filippini

Abbandonata la giacca indossata il giorno della presentazione, mister Aimo Diana si presenta al raduno pronto per scendere in campo: manca solo il fischietto. «Ho già fatto troppe vacanze - ammette - e ho voglia di iniziare, di arrabbiarmi, di discutere e di allenare i ragazzi».

L’allenatore non ha intenzione di farsi coinvolgere dalle scorie della scorsa stagione. «Non facciamoci ingabbiare dai rimpianti. Trasformiamo i rimpianti in stimoli e rispondiamo con i fatti». In fase di presentazione il ds Tosi l’ha definito un condottiero e un maestro. «Sono un maestro precario, non sono ancora di ruolo - sgombera il campo Diana - i maestri vero sono altri». Aggettivi che caricano il mister di una bella responsabilità. «Me la prendo volentieri, è bello avere delle responsabilità». Un aspetto che si andrà a sommare alle pressioni che arriveranno da una piazza come quella di Reggio. «Non aspettavo altro. Questa è stata una mia scelta perché nel mio percorso di crescita credo che questo sia uno step fondamentale. Non ne ho mai fatto un problema di categoria». Alla presentazione si era ripromesso di parlare singolarmente con tutti i giocatori per capire quali potevano essere le loro intenzioni. «Non sono stati colloquio viso a viso ma li ho sentiti tutti al telefono e le percezioni sono state ottime». Nell’ambiente si parla di Diana come di un tecnico molto ambizioso, nell’accezione più positiva del termine. «Lo confermo. Facciamo il lavoro più bello del mondo, un lavoro che ci piace e che ci fa guadagnare bene. Il nostro è un lavoro fatto di categorie e le categorie sono da scalare per arrivare nel posto migliore». —



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