Brunel sprona il Valorugby «È una squadra di carattere»
Il tecnico francese è alla Canalina: «Presi giocatori di forte leadership, lavoriamo sull’intensità per colmare le lacune dell’anno scorso»
REGGIO EMILIA. Nel caldo afoso di questi giorni, alla Canalina si va plasmando la nuova squadra del Valorugby Emilia pronta a confermarsi anche per il prossimo anno nel “gotha” del rugby italiano.
Gradita presenza ai campi quella del consulente tecnico Jacques Brunel a Reggio per affiancare coach Roberto Manghi e il vice Viliami Vaki nella fase di avvio della preparazione atletica, periodo molto importante nella costruzione di una stagione agonistica.
Il “baffuto” tecnico di Perpignan, 67 anni ma sempre in splendida forma, lo scorso anno non ha potuto stare a contatto fisico con la squadra causa limitazioni Covid. Ma l’esperienza di chi in carriera ha allenato le nazionali di Francia e Italia vincendo campionati e coppe alla guida dei club d’oltralpe, è un valore aggiunto fortemente voluto dallo stesso Manghi che a Brunel è legato da un’amicizia e un rapporto di stima più che ventennale.
Brunel, quali sono gli obiettivi del Valorugby per la stagione 2021-22?
«La nostra missione è quella di fare meglio dell’anno scorso dove, è inutile nasconderlo, non abbiamo raggiunto i risultati che speravamo. I motivi li abbiamo individuati e già da questi primi giorni lavoriamo e ci alleniamo per colmare quelle lacune evidenziate soprattutto in alcune partite dello scorso campionato».
A quali lacune si riferisce?
«Mi riferisco soprattutto alla incapacità di mettere intensità nel gioco per tutta la durata della partita. Ma penso anche, e soprattutto, alla incapacità che abbiamo palesato di non capitalizzare la grande mole di lavoro prodotta in mezzo al campo e riconosciutaci da tutti gli addetti ai lavori. Il Valorugby ha il gioco più bello del campionato, si diceva. Già, ma noi vogliamo vincere. E per farlo dobbiamo essere più cinici ed efficaci nella conclusione dell’azione. Ho perso il conto delle occasioni sprecate ad un passo dalla linea di meta».
Come si lavora per migliorare questi dettagli?
«Innanzitutto costruendo una precisa identità di squadra improntata all’intensità, alla concentrazione e alla responsabilità dei giocatori. Alla costruzione di questa identità ognuno dovrà contribuire portando il proprio talento e caratteristiche tecniche, ma anche umane».
Sono arrivati tanti nuovi giocatori, tra cui alcuni alla prima esperienza in Europa.
«Abbiamo cercato di migliorare la qualità della nostra rosa, cercando giocatori nei ruoli precisi. Tutti con carattere e personalità, con doti di leadership. Lo vedremo durante la stagione se abbiamo colto gli innesti giusti. Tutte le squadre si stanno rinforzando e questo è importante perché il livello del torneo si alza».
Vedremo un gioco diverso in campo?
«Il gioco è sempre in rapporto alle regole. Sono le regole a dare la struttura del gioco, anche quest’anno ci sono delle regole nuove, dovremo adattarci a queste regole e lo faremo. Ma lo spirito dovrà essere quello detto pocanzi: vogliamo essere più precisi, più efficaci. Mantenere l’intensità di gioco dal primo all’ultimo secondo, capaci di adattarci alle diverse situazioni del campo. I giocatori devono prendersi responsabilità e iniziativa, stiamo allenando questa caratteristica». —
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