La Unahotels aspetta la chiamata dall’Europa per definire il mercato
Attesa a giorni la risposta sulla partecipazione alla Fiba Cup La vetrina europea incide nella ricerca di un play e un pivot
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Una coppa che si fa attendere. Non dovrebbe mancare molto alla formalizzazione delle squadre che prenderanno parte all’edizione 2021-22 della Fiba Europe Cup, la competizione continentale a cui vorrebbe nuovamente partecipare la Unahotels sperando che il contesto sanitario consenta uno svolgimento più lineare rispetto a quello di inizio 2021, segnato dalle inevitabili “bolle” e da tante gare concentrare in pochissimi giorni.
La società reggiana ha già presentato da parecchie settimane la richiesta di adesione e tutta la documentazione necessaria, le iscrizioni si sono chiuse a inizio luglio e ora il comitato europeo della Fiba sta valutando tutte le candidature per annunciare poi le formazioni selezionate e qualche indicazione sulla formula, pur sempre condizionata dalle variazioni del conteso sanitario.
La Unahotels è fiduciosa sull’esito positivo della procedura, ora deve però rimanere in attesa delle comunicazioni ufficiali. La speranza era quella di una risposta entro la metà di luglio, i tempi si stanno man mano dilatando e non vi sono date certe per una conferenza o un momento ad hoc fissato dalla Fiba. Reggio ha tante carte da spendere. È una realtà solida, sarebbe l’unica rappresentante di uno dei principali campionati europei e il suo “curriculum” decennale è notevole, con la vittoria dell’Eurochallenge di cui la Fiba Europe Cup è un’evoluzione e diverse partecipazioni all’Euroleague Eurocup, con la ciliegina di una semifinale raggiunta. Un percorso che pochi altri club in lizza possono vantare. Se di dubbi sulla partecipazione ve ne sono pochi, i contrattempi dovuti all’incertezza potrebbero portare conseguenze altrove. Nella raccolta degli sponsor, ad esempio, che certo non sarebbe danneggiata da una vetrina europea. E nel reclutamento dei giocatori stranieri con cui completare l’organico. Per molti atleti, la presenza di una coppa è dirimente, per prestigio, visibilità e ingaggio; non poter dare garanzie in un senso o nell’altro non aiuta in questa fase. Alla Unahotels mancano due stranieri, un play e un pivot di riferimento, e le trattative in essere con i profili individuati potrebbero risentire, in positivo o in negativo, dal fattore coppa. —
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