Reggiana in B? La decisione slitta ma il Cosenza è avanti e cresce il rammarico
Il consiglio federale ha delegato la decisione a Gravina I calabresi hanno la priorità per sostituire il Chievo
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. Non è ancora finita, ma le speranze di riammissione della Reggiana in serie B sono ridotte al lumicino.
La Figc non ha detto l’ultima parola. Ieri il consiglio federale doveva esprimersi sulle richieste del Cosenza e della Reggiana a seguito dell’esclusione del Chievo (i clivensi sono stati bocciati dalla Covisoc, dal consiglio della Figc e dal Collegio di garanzia del Coni).
Il consiglio, che ha espressamente indicato il Cosenza quale società con priorità per la riammissione, ha dato delega al presidente federale Gabriele Gravina “per procedere al completamento delle vacanze di organico”. Si è deciso di aspettare il 2 agosto, quando il Tar si pronuncerà sul ricorso del Chievo.
Lo slittamento di una settimana ha colto di sorpresa un po’ tutti. La Figc, probabilmente, ha voluto evitare di riammettere subito il Cosenza, perché nel caso il Tar desse ragione al Chievo il risultato sarebbe quello di una serie B a 21 squadre. Uno scenario che si vuole evitare.
Lo slittamento, però, potrebbe anche essere dovuto a una seconda ragione. La Figc vuole verificare con attenzione le documentazioni presentate da tutte le squadre, per evitare contenziosi. Un maggiore rigore nei controlli si impone nel momento in cui più un club ha chiesto la riammissione.
Fino a quando questa partita della riammissione non sarà archiviata, sarà difficile per la Reggiana superarla mentalmente. Mister Aimo Diana ha provato a farlo, dicendo che per lui la questione è chiuso. Però, non è altrettanto facile per tutti quelli che hanno vissuto la scorsa stagione e l’agonia finale.
Da quando si è iniziata a palesare la possibilità dell’esclusione del Chievo, il pensiero dei tifosi della Reggiana è torno ai giorni di inizio maggio.
Fa rabbia, perché quella che viviamo oggi non è una situazione imprevista e imprevedibile. Il presidente Carmelo Salerno nell’ultima gara di Vicenza aveva chiesto un punto perché era «fondamentale», parole sue, finire davanti al Cosenza. Era evidente anche allora che non si trattava di un dettaglio.
Zero punti con Pescara, Spal e Vicenza non sono il frutto di una serie di sfortunate coincidenze. Purtroppo in quelle gare la squadra granata non si presentò in campo. L’epilogo al Menti, poi, è di quelli che feriscono, con la beffa nel recupero quando era evidente che ormai le due squadre erano appagate del pareggio.
Pertanto, voltare pagina è necessario ma non scontato. E soprattutto, lo si potrà fare soltanto quando l’ultima parola sulla riammissione sarà pronunciata. Nel frattempo si resta nel limbo dei rimpianti.
Nel consiglio di ieri il presidente Gravina ha proposto la fusione della serie B con la serie C (riforma che dovrebbe entrare in vigore dal 2024/2025). Si è discusso anche della capienza degli stadi. Con le regole attuali il 50% è soltanto sulla carta. «Riteniamo non soddisfacente il limite del 50% perché è inapplicabile visto che la distanza media tra un seggiolino e l’altro nei nostri stadi è di 75 cm anziché 1 metro e mezzo. Abbiamo chiesto al governo di occupare i posti a scacchiera», ha spiegato Gravina. —
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