Palazzetti semi-vuoti Il basket insorge
I provvedimenti del governo impongono la capienza al 25% Petrucci della Fip: «Così non si va avanti, ci opporremo»
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. Sembra sempre più intenzionato a mobilitarsi contro le restrizioni degli ingressi ai palazzetti dello sport, il mondo dello sport “al chiuso” italiano, pallacanestro e pallavolo in primis.
I provvedimenti decisi dal Governo con il decreto Green Pass in vigore dal 6 agosto mettono un paletto di accesso al 25% per gli eventi sportivi al coperto, un tetto che renderà praticamente impossibile lanciare le campagne abbonamenti, e che spaventa non poco le società italiane. Un’altra stagione senza gli introiti del botteghino diventa difficile da immaginare, buona parte dei club si affida a quella voce per sopravvivere, avere un ingresso così ridotto impedirà di avere incassi anche lontanamente simili a quelli preventivati, senza contare che allontanerà diversi sponsor. E le spese fisse, fra controlli sanitari e procedure di sicurezza, sono invece aumentati. La soglia del 25%, poi, è ipotetica, andrà sempre rispettata la distanza minima di sicurezza fra le persone pari a un metro. In tanti palazzetti, dove i sedili sono molto vicini fra loro, la percentuale dovrebbe essere certamente mutata al ribasso. Basti pensare alle tribune alle spalle dei canestri del palazzo dello sport reggiano in via Guasco, quando tornerà a disposizione per le gare dalla primavera 2022.
Per molte realtà questa incertezza si riverbera, oltre che sulle previsioni di bilancio finali, anche sul mercato. Chi deve ancora completare la rosa sta lavorando su un budget previsionale che contava la voce positiva garantita dalla biglietteria, e potrebbe ora essere costretto a rimodulare le mosse. A Reggio i soci si sono fatti carico di tutte le difficoltà economiche del periodo, ma in un’ottica gestionale di medio periodo la questione, come altrove, potrebbe diventare pesante. E la Unahotels rappresenta appunto una realtà solida e attenta. Altrove i timori sono ancora più alti. Le decisioni governative hanno provocato una insolita sinergia che mette insieme la Lega Basket di serie A, la serie A e la B della pallacanestro e i primi campionati di pallavolo, tutte competizioni alle prese con lo stesso problema. La recente assemblea di Lega Basket, svoltasi lunedì scorso, ha ribadito il tema con il presidente Umberto Gandini che ha avvertito: «Con la capienza al 25% la partenza del campionato è a rischio. La percentuale di presenze non consente ai club nemmeno di aprire la campagna abbonamenti per invertire il devastante impatto economico che la chiusura anticipata della stagione 2019-20 e la disputa della stagione 2020-21 a porte chiuse (a parte la fase finale dei playoff) hanno avuto sui bilanci dei club», ha spiegato. La Lega ha lanciato una propria proposta in cui si chiede di aprire gli impianti senza alcuna limitazione solo ai vaccinati o ai guariti dal Covid, escludendo il tampone negativo nelle 48 precedenti (previsto come opzione dal Green Pass) dalle modalità accettabili per i palasport. Ancora più bellicoso appare il presidente della Fip Gianni Petrucci, che ha definito «assurda» l’attuale scelta e ha annunciato prese di posizioni forti: «Nelle prossime settimane il presidente Petrucci riunirà i presidenti delle Leghe di pallacanestro per studiare forti azioni di protesta, convinto che in questo modo non si possa più andare avanti», avvisa la nota ufficiale della Fip. —
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